|
lunedì, aprile 30, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Schroeder: La critica rovina le poesie. Che bisogno c'è di cercar di spiegare una poesia? E' come cercar di spiegare un cielo d'estate o una luna d'inverno....
Lucy:... O una faccia carina!
domenica, aprile 29, 2007
il mio microgiallo da sms
L'onda inghiottì il surfista e così lo squalo vinse la sfida a nascondino.
sabato, aprile 28, 2007
dal mio moleskine acquerello

nerocola
venerdì, aprile 27, 2007
Scott Adams e il suo Dilbert
dogbert: Eccoti un opuscolo della mia acqua minerale "Miracolo" S.p.A.
dilbert: qui dici che l'acqua di casa nostra rende la gente bella, intelligente e piena di salute.
dogbert: Se qualcuno te lo chiede, digli che tu l'acqua non la bevi.
giovedì, aprile 26, 2007
shakespeare
ex duca - Miei compagni e fratelli in esilio, l'abitudine a questi luoghi non ha reso la vita più dolce che nel lusso dorato? Non sono questi boschi più sicuri della corte piena d'invidie? Non sentiamo il mutar delle stagioni, come Adamo in peccato, e all'artiglio del gelo e alla ruvida sferza del vento invernale, quando soffia e m'addenta il corpo fino a farmi rattrappire per il freddo, rido e dico: "Questa non è adulazione. Questi sono consiglieri che mi persuadono concretamente di ciò ch'io sono". L'avversità mi mostra dolce, come il rospo brutto e velenoso che reca in capo una gemma preziosa. La nostra vita, non costretta in pubblico, sente gli alberi che parlano, i ruscelli che narrano, i discorsi delle pietre e bontà in ogni cosa.
William Shakespeare da Come vi piace
mercoledì, aprile 25, 2007
il post di Flaiano
Non posso prendere impegni superiori alle mie debolezze.
Ennio Flaiano
da Frasario essenziale per passare inosservati in società (Bompiani editore)
martedì, aprile 24, 2007
il reportage
domenica ho letto, ed apprezzato, il reportage di Alessandra Bravi intitolato New York, eterno show e pubblicato sul quotidiano free press E Polis Roma. Un viaggio in metro risalendo Manhattan verso il Bronx. Ve ne propongo alcuni stralci con un pò di nostalgia per i miei viaggi, di ormai 7 anni fa, in quei vagoni e in quelle strade.
***
Comincia il suo piede. A muoversi a ritmo di musica sotto la luce artificiale del neon. Batte il tempo, questa bambina nera che da Manhattan va verso il Bronx, seduta accanto alla mamma che la guarda divertita. E ride. Ride forte, in maniera sguaiata. Ride sopra il frastuono della metropolitana. Ride e balla una canzone che esce fuori dallo stereo dell'uomo che è appena salito. Stop, play. Ad ogni fermata, l'uomo blocca il cd e quando la metro riparte, lui ha già scelto una nuova musica. Sono trenta minuti di viaggio quelli che uniscono il pieno centro della vita newyorkese ai quartieri più periferici. E quella mezz'ora, New York se la fa ballando.
***
Lo stereotipo diventa realtà. Il telefilm che hai sempre visto in tv. La scena al cinema che ti è rimasta più impressa. La puoi guardare chiusa dentro la scatola di latta che sa di umanità...
***
Il volto del poliziotto ti guarda fisso dalle mattonelle biancastre del sottopassaggio. Ti ossera sorridendo dal poster mentre parla grazie ad un fumetto. Cappellino NYPD sulla testa, un fumetto per dirti perchè ha scelto di fare questo lavoro.
***
Pochi passi e arrivi lì, al cuore dell'impero colpito. Ti fermi e i disegni dei bambini che al World Trade Center hanno perso qualcuno di caro, ti entrano nella testa.
***
Perchè New York puoi vederla in due modi: a piedi mentre ti perdi nelle strade. Oppure scorrendo le linee della metropolitana.... Fino a a Franklin Avenue, sono le persone di colore a farla da padrone. Verso la fermata di Bergen, non troppo lontano da Brooklyn Heights, cominciano a vedersi i bianchi. In questa zona, negli ultimi anni, si sono spostati artisti e intellettuali. E lontano dall'effetto videogioco che fa il centro notturno di Manhattan, Brooklyn conserva il fascino dell'area industriale in perenne trasformazione.
***
Così, se i libri a Manhattan si comprano solo da Barnes & Nobles, il grande rivenditore di letteratura a buon mercato, con caffetteria Strabucks dentro, che ha messo ko la concorrenza, a Brooklyn, sopravvivono le piccole librerie, i mercaini polacchi, le taverne che ancora sanno d'America non confezionata a musura di turista.
***
Ma prima, prima di andare verso i quartieri di cui hai sempre sentito parlare - Tribeca, Soho, Chelsea - prima di risalire Central park, polmone verde della città incorniciato dai grattacieli, prima, devi sentire la puzza del pesce che arriva dalle casette di legno del Fulton Fish Market. ha compiuto 180 anni e poi lo hanno fatto sparire.... Eppure l'odore del pesce è incollato al marciapiede e le figure storiche che circolavano al mercato fanno fatica ad andarsene. Qualcuno, nel passare davanti ai capannoni che ormai non hanno più vita, ti racconta quello che era il Fulton Fish Market.
***
Tribeca e il Village ti raccontano l'America freak. Quella dei mercatini, dei negozi di dischi in cui puo trovare di tutto, del kitsh e del lussuoso. Dei ristorante che ti offrono pastrami - il cibo ebraico - e di quelli che cucinano messicano, indiano, arabo. Un melting pot di odori prima che di persone. E l'occhio si perde. Poi arrivi a Chelsea e ti imbatti nella nuova generazione di artisti. Qui è dove sono le loro gallerie, dove espongono le loro opere. Combattono contro l'arte affermata che puoi ammirare al Moma o al Gugheneim. Sali, sali ancora con la famosa folla di New York che ti viene incontro.
***
dal reportage di Alessandra Bravi intitolato New York, eterno show, pubblicato sul quotidiano free press E Polis Roma del 22 aprile 2007.
lunedì, aprile 23, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Snoopy è alla sua macchina da scrivere
Snoopy: Nella mia vita ho conosciuto molti...
Lucy: Perdinci, stà attento a cosa ci scrivi, in quella autobiografia! Se parli male di me, prenderò a calci la tua scodella.
Snoopy: ... personaggi stravaganti.
domenica, aprile 22, 2007
I casi lampo del commissario Eugenio Barzocco
Il diplomatico maleducato
altoparlante stazione: il treno regionale 4723 delle ore 7 e 35 è in partenza al binario 22.
vice-commissario Secondo Perenne: al commissario non piacerà questo caso. Un diplomatico morto nei bagni della stazione centrale. E chi li tiene i giornalisti?
commissario Eugenio Barzocco: lascia stare i giornalisti.
vice-commissario Secondo Perenne: Buongiorno, commissario.
commissario Eugenio Barzocco: ciao Secondo. Daremo alla stampa quello che vuole: il colpevole.
vice-commissario Secondo Perenne: commissario stia attento che in terra è bagnato... la scientifica e il medico legale dicono che è morto battendo la testa sul lavandino. Insomma, è scivolato...
commissario Eugenio Barzocco: lascia stare la scientifica e il medico legale. Hanno ragione a metà.
agente semplice Indovina Francesco: commissario, al binario 5 stanno girando un episodio di Distretto di polizia.
commissario Eugenio Barzocco: non ho intenzione di perdermi il primo ciak.
altoparlante stazione: il treno regionale 4723 delle ore 7 e 35 partirà con 1 ora e 30 minuti di ritardo.
commissario Eugenio Barzocco: Secondo, fai venire l'addetta alle pulizie.
vice-commissario Secondo Perenne: subito, commissario. Ci sono i giornalisti, che gli dico?
commissario Eugenio Barzocco: Che i bagni degli uomini sono inutilizzabili e che tra poco farò una dichiarazione.
altoparlante stazione: Al binario 5 servono comparse per Distretto di polizia. I viaggiatori del treno regionale 4723 sono pregati di recarsi al binario numero 5, così la loro attesa non sarà inutile. Grazie.
vice-commissario Secondo Perenne: commissario c'è l'addetta alle pulizie.
commissario Eugenio Barzocco: buongiorno signora. Era un gran maleducato vero?
addetta alle pulizie: chi, commissario?
commissario Eugenio Barzocco: Il diplomatico. Quello che l'ha fatta fuori dalla tazza senza nessun rispetto per il suo lavoro e per gli altri utilizzatori del bagno.
addetta alle pulizie: si, un gran maleducato. Quando gli ho detto "ma a casa sua lei fa così?", sa cosa mi ha risposto?: "Lei non sa chi sono io. Io la faccio dove e come mi pare".
commissario Eugenio Barzocco: lei non c'ha visto più e l'ha colpito con lo scopettone.
agente semplice Indovina Francesco: commissario, al binario 5 stanno per iniziare. Il regista dice che sarebbe onorato della sua presenza al primo ciak.
commissario Eugenio Barzocco: signora, devo andare. Allora, questo scopettone?
vice-commissario Secondo Perenne: I giornalisti non li tengo più. Dicono che brancoliamo nel buio.
addetta alle pulizie: Mi è venuto incontro furente con il dito puntato. L'ho colpito con lo scopettone ed è scivolato sulla sua maleducazione liquida battendo la testa sul lavandino.
commissario Eugenio Barzocco: siete stati sfortunati entrambi. Lui a farla fuori dalla tazza e lei a farlo fuori nella mia città.
vice-commissario Secondo Perenne: Chiamo i giornalisti?
commissario Eugenio Barzocco: Si, ma con loro parlaci tu. Io ho un appuntamento più importante al binario 5.
vice-commissario Secondo Perenne: Commissario ma come ha fatto a sapere che era stata l'addetta alle pulizie?
commissario Eugenio Barzocco: Ho letto il cartello all'entrata che dice: "Chi fuori la fa, la legge dello scopettone proverà".
altoparlante stazione: Al binario 5 è stata sospesa la registrazione della puntata di Distretto di Polizia perchè l'attore che interpreta il diplomatico non si trova. I viaggiatori del treno regionale 4723 delle ore 7 e 35 sono pregati di recarsi immediatamente al binario 22 perchè il loro treno sta regolarmente partendo con 1 ora e 30 minuti di ritardo.
gli altri casi lampo del commissario Eugenio Barzocco
la salciccia lasciata a metà
Un tatuaggio troppo esplicito
sabato, aprile 21, 2007
teste quadrate
venerdì, aprile 20, 2007
Reg Smythe ed il suo ANDY CAPP
Andy: Flo, a volte mi chiedo... non sono una persona utile a nessuno, vero? Un fallito ecco!
Flo: Non parlare così, tesoro. Se non altro sei un esempio orribile!
Andy: Però hai ragione! E' bello sapere di contribuire a qualcosa!
giovedì, aprile 19, 2007
un pessoa ogni tanto
Altrove
Andiamo via, creatura mia,
via verso l'Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.
La luna che splende su chi
lì vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell'immortalità.
Lì si incominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.
Il tempo lì è un momento d'allegria,
la vita una sete soddisfatta,
l'amore come quello di un bacio
quando quel bacio è il primo.
Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finchè saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.
Oh, andiamo a cercar l'Altrove!
Fernando Pessoa
dalla raccolta Il violinista pazzo - Passigli editore
mercoledì, aprile 18, 2007
l'sms che è un piacere
Siamo andati in biblioteca a prendere in prestito il primo libro di M. dal titolo "Tomiak castoro pigro".
Che emozione. La mia nipotina di 6 anni e mezzo ieri "ha fatto" la sua prima tessera della biblioteca comunale ed ha preso in prestito il suo primo libro. Mio fratello sapendo di farmi felice mi ha scritto l'sms/mms appena uscito dalla biblioteca ed ha allegato la foto di M. orgogliosa con il libro in mano. Non mi chiedo che lettrice sarà. Spero solo che la passione per la lettura sbocci e che diventi parte della sua vita. Parafrasando il mio amico Charles M. Schultz: "Felicità è la mia nipotina di 6 anni e mezzo che possiede la tessera della biblioteca e comincia il suo percorso di lettrice".
martedì, aprile 17, 2007
corto di carta n. 2
(in abbinamento al Corriere della Sera del 14/4/07)
Baita dei Pini di Susanna Tamaro
La casa dei sogni diventa per due pensionati un incubo con finale "giallo". Il cuore stavolta non ti porta da nessuna parte. Scritto bene. Si legge in mezz'ora/un ora (59 paginette). A tratti mi ha ricordato l'umorismo crudele di Alan Bennett. Vi lascio un saltapagina (mini).
saltapagina (mini)
Per più di un'ora camminarono insieme su e giù per la casa. Sebbene fosse disabitata da parecchi anni era in buono stato: due o tre mesi di lavori fatti in economia sarebbero stati più che sufficienti per renderla abitabile.
***
La passione di Ugo per la montagna era nata proprio dal legno. Alla ricerca di pezzi buoni si era spinto prma sulle colline alle spalle della città e poi sui monti che da lì verso nord di espandevano a raggiera.
***
Bevendo il caffè Ugo osservò il prato.
"Guarda quanta rugiada!" disse alla moglie. Elenora guardò a sua volta l'erba. L'aria intorno non era più limpida come in agosto.
"E' settembre" disse, e sparecchiando propose al marito di andare nel bosco a raccogliere i mirtilli".
***
Sbucarono dal boschetto dei pini che era già quasi buio. Per precauzione, a casa, avevano lasciato accesa una luce.
"Non sembra la casetta di una fiaba?" disse Ugo, e senza attendere risposta circondò la vita della moglie con un braccio.
***
"Che cosa sarà?" chiese Eleonora.
"Non ne ho la minima idea", rispose Ugo e subito si infilò i pantaloni di velluto. "Vado a vedere". Eleonora, avvolta nella sua vestaglia a nuvolette azzurre, lo seguì svelta. Sulla porta restarono impietriti.
lunedì, aprile 16, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Charlie Brown: Beh, come va il tuo anno?
Lucy: Non è più il mio anno... l'ho riportato indietro... i mesi e le settimane andavano benissimo, ma aveva dentro un mucchio di giorni brutti... sono stati molto gentili nel riprenderselo... hanno detto che succede in continuazione.
domenica, aprile 15, 2007
il mio microgiallo da sms
L'insegnante di danza per principianti morì lentamente; passo dopo passo.
(mini giallo di massimo 160 caratteri senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente; idea lanciata da zopblog)
sabato, aprile 14, 2007
ipse dixit
La mia penna lavora soprattutto per fermare il tempo. Nella vita reale ogni minuto ha fretta di succedere a quello precedente. Mentre nel romanzo il tempo puoi manipolarlo. Impadronirtene. Annullare la sua furia.
Javier Marias
dal catalogo 2006 dei tascabili Einaudi
venerdì, aprile 13, 2007
Quino e la sua Mafalda
Mafalda: Senti, papà, quando tu eri piccolo la gente aveva paura della guerra e della bomba atomica?
padre: certo che sì aveva paura della guerra, ma allora non esistevano le bombe atomiche.
Mafalda: Ma era una paura da niente, allora!
giovedì, aprile 12, 2007
dal mio moleskine acquerello

blulindt
mercoledì, aprile 11, 2007
buzzati
Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. "Ti ricordi?" ci diremo l'un l'altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. Ma tu - ora mi ricordo - non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, nè battesti mai alla porta del castello deserto, nè camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, nè ti addormentasti sotto le stelle d'Oriente, cullata da piroga sacra. Dietro i vetri, nella sera d'inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io prendendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei "Ti ricordi?", ma tu non ricorderesti.
Dino Buzzati
incipit del racconto Inviti superflui da Sessanta racconti (Oscar Mondadori)
martedì, aprile 10, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Lucy: Ho deciso di darmi alla satira politica. Voglio mettere in ridicolo ogni cosa!
Charlie Brown: Capisco Lucy... con l'uso della satira vuoi evidenziare i difetti del nostro sistema di governo e quindi migliorare il nostro modo di vivere...
Lucy: No, voglio solo mettere in ridicolo ogni cosa!
sabato, aprile 07, 2007
amici lettori, auguri di buona pasqua e buon divertimento per la pasquetta. torno martedì.
lettura in corso
Americana di Don DeLillo
In corridoio squillava un telefono. Nessuno si prese la briga di rispondere. Poco dopo cominciò a squillarne un altro. Feci lentamente il giro del mio ufficio, stirandomi. Cercai di ricordare se avevo mai visto Burt o Kirk recitare in un film ambientato in un ufficio, magari una di quelle operette morali con tanto di giochi di potere e pavidi adulteri. Mi accorsi che c'era un promemoria sulla scrivania. Dalla concisione del messaggio capii subito che era uno dei tanti strani promemoria che ormai da oltre un anno facevano la loro comparsa sulle scrivanie. Lo raccolsi e cominciai a leggerlo.
A: Divisione Tecnica B
Da: S. Agostino
Mai uomo sarà più morto di disastrosa morte
di quando la morte stessa sarà immortale.
Nessuno era mai riuscito a scoprire chi spediva quei promemoria. C'erano state indagini e interrogatori, ma senza risultato. Chiunque li mandasse, doveva superare due ostacoli: introdursi nella sala ciclostili e stamparne copie a sufficienza per l'intera divisione senza farsi scoprire, poi distribuirli uno per uno in tutti gli uffici e su tutte le scrivanie. Nessuno ricordava di averli mai visti consegnare effettivamente da qualcuno: comparivano dal nulla, di mattina o nel primo pomeriggio. Quello era il primo Sant'aAgostino. I precedenti promemoria riportavano messaggi di Zwingli, Lévi-Strauss, Rilke, Cechov, Tillich, William Blake, Charles Olson e un capo guerriero Kiowa di nome Satanta. Ovviamente l'estensore di quei messaggi anonimi era stato ribattezzato il Memo Matto. Io non amavo quel nomignolo: mi sembrava troppo scontato. Lo chiamavo Trockij, invece. Non avevo motivi particolari per scegliere Trockij: mi pareva adeguato, niente più. Mi domandavo se fosse qualcuno che conoscevo. Erano tutti convinti che fosse un ometto cupo e grottesco, senz'altro deluso dalla vita, livido di dispezzo per un'azienda tanto elefantiaca e impersonale, sicuramente addetto al reparto spedizioni, tradizionale ghetto per maniaci sessuali, mutanti e vegetariani. L'opinione condivisa era che si trattasse di un forestiero che abitava da un affittacamere a Red Hook e passava le serate a leggere un trattato in oto volumi sulle psicosi in un carattere quasi illeggibile, raccontando poi al droghiere di fiducia di essere stato uno studioso del Talmud, al paese natio. Era questa l'idea comune, e forse a suo modo era logica. Ma io provavo più gusto a pensare che in realtà Trockij fosse un dirigente ai massimi livelli, uno da ottantamila dollari l'anno che rubava di nascosto le graffette dagli uffici.
(Net-Il Saggiatore editore -traduzione Marco Pensante)
venerdì, aprile 06, 2007
Bill Watterson ed i suoi Calvin and Hobbes
Calvin: Sai qual è il problema con l’universo?
Hobbes: Uhm…
Calvin: Non esiste un servizio reclami gratuito! Ecco perché le cose non funzionano! Se l’universo fosse amministrato in maniera decente, saremmo completamente rimborsati se non fossimo soddisfatti!
Hobbes: Ma il posto è gratis.
Calvin: Vedi? Ecco un’altra cosa. Dovrebbero mettere una tariffa di copertura e tener fuori la gentaglia.
giovedì, aprile 05, 2007
l’iniziativa
a partire da giovedì 12 aprile con il Corriere della Sera saranno in vendita (il giovedì ed il sabato) dei minilibri con racconti inediti dei seguenti scrittori italiani: Saviano, Tamaro, Faletti, Fo, Piperno, Volo, Mazzucco, Veronesi, Moccia, Veltroni, Maraini, Stella, Bossi Fedrigotti, Manfredi, Bevilacqua. L’iniziativa si chiama “I Corti di Carta” ciascun libretto costerà 1 euro + il costo del giornale. Lo slogan è: “Scopri il piacere di leggere meno spesso” e si riferisce alla brevità del testo e al formato del libretto (molto simile alle illystories di cui vi ho già parlato). Mi sembra una iniziativa interessante che va nella direzione da me sempre auspicata di consentirci di leggere a prezzi accessibili.
mercoledì, aprile 04, 2007
martedì, aprile 03, 2007
il brano
John Cheever da Autobiografia di un commesso viaggiatore (racconto inedito pubblicato dal sito railibro.rai.it)
Quelli trascorsi sulla strada furono gli anni migliori e sembrava non dovessero finire mai. Vendevo scarpe a vagoni, con la facilità con cui si manda giù un bicchiere di whiskey. Per la gran parte del tempo avevo più soldi di quanti ne potessi spendere. Ero un uomo di successo. Avevo avuto più successo di quanto sperassi a dodici anni. Spesi i miei anni fra treni, club e alberghi. Cambiavo zona a intervalli regolari, tanto da aver coperto, alla fine, ogni centimetro degli Stati Uniti. Conosco gli Stati Uniti e li amo. Posso ripeterne i nomi delle città a centinaia, come fossero nomi di donna. Ne conosco gli alberghi, gli orari dei treni e quell’odore di fumo dei vagoni ferroviari che tanto mi piace. Avevo una decina di completi e una ventina di paia di scarpe, nonché due barche a vela, con le quali gareggiavo quando mi trovavo a Boston, la città dove le avevo comprate. Scommettevo sui cavalli e giocavo a Canfield, ai dadi e alla roulette. Ero membro della massoneria, membro onorario degli Elks e avevo due costose polizze sulla vita.
.....
Dopo tutti i viaggi che avevo fatto finii in rosso. Il modo di fare soldi era cambiato, più in fretta di me. Le catene di montaggio e le industrie presero il posto delle piccole ditte individuali. Le scarpe economiche presero il posto di quelle costose. I biglietti ferroviari salirono e non si trovavano più alberghi a prezzi convenienti. I pochi commercianti che ancora restavano non vendevano abbastanza per ripagarsi delle spese. Li chiamavamo i “precari”. Il giorno del mio sessantaduesimo compleanno ero senza lavoro. Non mi era mai capitato prima. Mi ero fatto vecchio. La mia polizza assicurativa era estinta. I miei soldi spariti. Mio fratello e mia sorella erano morti. I miei amici erano morti. Il mondo che conoscevo, quello che avevo attraversato e ascoltato, al quale avevo parlato, non c’era più. Il rumore del traffico fuori dalla finestra di questa camera ammobiliata me lo rammenta.
leggi tutto il racconto (sulla crisi economica del '29)
traduzione Francesca Garofoli
lunedì, aprile 02, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Sally: Hey fratello... Ha telefonato uno della rivista di baseball...
Charlie Brown: Davvero? Vogliono intervistarmi, eh?
Sally: No, dicono che il tuo abbonamento è scaduto.
domenica, aprile 01, 2007
il mio microgiallo da sms
Il tenore in crisi annullò l'ennesimo concerto e sparò all'impresario. Gli conveniva subire il penale che pagare la penale.
(mini giallo di massimo 160 caratteri senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente; idea lanciata da zopblog)
|
|