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mercoledì, gennaio 31, 2007
in punta di blog
Colti sbagli è l'eccelente blog di Matteo Pelliti (giocatore). Lascio alle sue parole la presentazione.
“Colti sbagli” è uno degli anagrammi possibili di “Tiscali Blog“, la piattaforma di pubblicazione di weblog che ho utilizzato dal luglio 2003 al dicembre 2006 con il blog “Colti sbagli da Maestro“
L’espressione, che mantiene per me il vago sapore di un ossimoro (e che riecheggia anche il “…si sbagliava da professionisti” della canzone “Boogie” di Paolo Conte) mi sembra possa ancora ben descrivere la natura delle cose che vado scrivendo: osservazioni sul mondo e sui suoi linguaggi, articoletti che ritagliano vecchie forme di scrittura, giochi, short story, letteratura potenziale, divertimenti ludolinguistici, narrativa naturale, orazioni funebri o civili, poesie, memorie inventate, piccole sit-com domestiche (Matteo Pelliti).
Vi consiglio di scoprire anche i suoi "progetti su schermo":
cicli infelici (blog fotografico collettivo)
le case di giorgio (fotodocumentario familiare)
scrivere l'essenziale (concorso estivo di scrittura)
quaderno cartografico viaggiante (un lungo percorso itinerante)
fondo paolin (omaggio/parodia/documento-monumento)
il doppiaggio delle “voci” di Player e di Giocatore
martedì, gennaio 30, 2007
la signora di bloomsbury
Dicono che il cielo è lo stesso dovunque. Viaggiatori, naufraghi, esuli e moribondi traggono conforto da questo pensiero, e sicuramente, se inclinate al misticismo, da quell'intatta superficie vi pioveranno consolazioni e anche spiegazioni. Ma sopra a Cambridge - dico sopra il tetto della Cappella del King's College - c'è qualche differenza. In mare aperto una grande città risplende nella notte; sarà arbitrario credere che, dilavato fra i crepacci della Cappella del King's College, il cielo sia più leggero, più chiaro, più lucente che altrove? Arde Cambridge, oltre che di notte anche di giorno? Vedi come le toghe, quando passano per le funzioni, si gonfiano ariosamente, quasi che nulla di denso, di corporeo sia in loro. E che volti scultorei, quale certezza e autorevolezza mitigate dalla pietà, sebbene grandi stivali spuntino di sotto i panni. Come ordinatamente avanzano in processione, alte le massicce candele, e giovani in vesti bianche compaiono e la docile acquila sostiene il gran libro bianco. Un piano di luce inclinato di luce traversa con esattezza ogni finestra, violetto e giallo anche nel suo più diffuso alone di polvere, mentre, dove rompe sulla pietra, la pietra s'ingessa morbidamente, di rosso, di giallo, di violetto. Non neve, non verzura, nè inverno, nè estate, hanno potere sui vecchi vetri variopinti; come le pareti di una lanterna proteggono la fiamma - sì ch'essa brucia ferma anche nella notte più tempestosa (ferma brucia e gravemente illumina i tronchi degli alberi) - così tutto era calmo nella Cappella. Gravi sonavano le voci, grave rispondeva l'organo, come puntellando l'umana fede con il consensenso degli elementi. Le figure biancovestite si muovevano di luogo in luogo, ora salendo gradini, ora scendendoli, sempre nel massimo ordine.
Virginia Woolf da La stanza di Jacob (Mondadori Meridiani - traduzione di Anna Banti)
lunedì, gennaio 29, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Charlie Brown: Ho appena scoperto perchè i cammelli possono stare così a lungo senza acqua. Dipende dai loro nasoni.
Lucy: Se è vero, conosco uno che dovrebbe stare senza bere per dieci anni!
Snoopy: Se fossi un cammello, carina, ti porterei nel deserto e ti ci lascerei!
domenica, gennaio 28, 2007
sabato, gennaio 27, 2007
ipse dixit
Non è mia intenzione dire che per scrivere un libro bisogna essere "non scrittore", ma semplicemente che io sono approdato a questa qualifica senza sceglierla. Io sono un chimico. Sono approdato alla qualifica di scrittore perchè, catturato come partigiano, sono finito in Lager come ebreo.
Primo Levi
dal catalogo 2006 dei Tascabili Einaudi
venerdì, gennaio 26, 2007
Quino e la sua Mafalda
Mafalda: Questo atlante ha dei bellissimi colori... ci sono dei paesi rosa, arancioni, verdi, gialli, viola... tutti i paesi in tinte molto belle... che non hanno niente a che vedere con i colori delle loro intenzioni.
giovedì, gennaio 25, 2007
il brano
Henry Miller da Il colosso di Marussi (Economica Feltrinelli – trad. Franco Salvatorelli)
Non sarei mai andato in Grecia non fosse stato per Betty Ryan, una ragazza che abitava nella stessa mia casa a Parigi. Una sera, bevendo vino bianco, si mise a parlare delle sue esperienze in giro per il mondo. La ascoltavo sempre con grande attenzione, non solo perché erano esperienze singolari ma perché quando raccontava dei suoi vagabondaggi era come se li dipingesse: tutto quello che descriveva mi rimaneva in testa come tanti quadri di un maestro. Quella sera fu una conversazione bizzarra: cominciammo a parlare della Cina e della lingua cinese che lei aveva preso a studiare. Presto fummo nel Nordafrica, nel deserto, tra popolazioni di cui mai avevo avuto notizia. E poi a un tratto lei era sola e camminava lungo un fiume, e la luce era intensa e io la seguivo come meglio potevo nel sole accecante ma lei si perse e io mi trovai a vagare in una terra strana e ad ascoltare una lingua mai sentita. Non è che sia proprio una narratrice, questa ragazza, ma a suo modo è un’artista perché nessuno mi ha mai reso bene come lei l’atmosfera di un luogo della Grecia. Molto tempo dopo scoprii che il luogo dove si era smarrita e io con lei era vicino a Olimpia, ma allora per me era Grecia e basta, un mondo di luce mai sognato e che mai speravo di vedere. Da mesi, prima di questa conversazione, ricevevo dalla Grecia lettere del mio amico Lawrence Durrell, che di Corfù aveva praticamente fatto casa. Anche le sue lettere erano meravigliose, ma per me un po’ irreali. Durrell è un poeta e le sue lettere erano poetiche: producevano in me una certa confusione, per via che sogno e realtà, storia e mitologia, vi si mescolavano sapientemente. In seguito avrei scoperto per mio conto che questa confusione è reale e non tutta dovuta alla facoltà poetica. Ma allora pensavo che egli caricasse le tinte, che questo fosse un modo di indurmi ad accettare i suoi ripetuti inviti ad andarlo a trovare. Qualche mese prima che scoppiasse la guerra decisi di prendermi una lunga vacanza. Desideravo da un pezzo visitare la valle della Dordogna, per dirne una. Così feci la valigia e montai sul treno per Rocamadour dove arrivai un mattino al levar del sole, con la luna ancora lucente. Fare il giro di quella regione prima di tuffarmi nel mondo luminoso e venerando della Grecia fu da parte mia un colpo di genio. La sola vista del fiume nero, misterioso, dalla bella altura ai margini di Domme è una cosa di cui essere grati tutta la vita. Per me questo fiume, questo paese, appartengono a un poeta, a Rainer Maria Rilke. Non è francese, né austriaco, e nemmeno europeo: è il paese d’incanto vegliato dai poeti e su cui essi soli possono accampare diritti. È l’approssimazione massima al Paradiso di qua dalla Grecia. Chiamiamolo il paradiso francese, a titolo di concessione. Per migliaia e migliaia d’anni deve essere stato veramente un paradiso. Credo che lo fosse per l’uomo di Cro-Magnon, nonostante i reperti fossili delle grandi caverne, indizio di condizioni di vita strane e terrificanti. Credo che l’uomo di Cro-Magnon si stabilisse qui perché era intelligentissimo e aveva un senso assai sviluppato della bellezza. Credo che il senso religioso fosse in lui già molto forte e sia fiorito qui anche se egli viveva come un animale nel profondo delle caverne. Credo che questa grande e placida regione di Francia sarà sempre un luogo sacro per l’uomo e che quando le città avranno ucciso i poeti questo sarà il rifugio e la culla dei poeti a venire. Per me, ripeto, fu molto importante aver visto la Dordogna: mi dà speranza per il futuro del genere umano, per il futuro della terra stessa. Forse un giorno la Francia non esisterà più, ma la Dordogna continuerà a vivere, così come continuano a vivere i sogni e a nutrire l’anima degli uomini.
mercoledì, gennaio 24, 2007
Per ricominciare, cosa c’è di meglio che dare più valore alle piccole cose della vita? I Peanuts, le “personcine”, mi aiutano a farlo. Grazie a tutti per l’affetto dei giorni scorsi. Grazie, di cuore.
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Sally: Felicità è possedere una tessera della biblioteca!
giovedì, gennaio 18, 2007
mercoledì, gennaio 17, 2007
il sito
A proposito di Fernando Pessoa. Vi segnalo il sito di una studentessa dell'Università di Bologna che si presenta così:
"Mi chiamo Elena Lorenzetto, frequento il primo anno del corso di Scienze della Comunicazione presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna.
Ho presentato questo sito per l'esame di Informatica generale e ho scelto di realizzarlo su Fernando Pessoa come tributo alla sua poesia e come sfida per combinare l'innovazione tecnologica con l'anacronismo della poesia. E' stato un tentativo ingenuo, prodotto da una persona inesperta nel campo informatico. Sono consapevole che possa essere giudicato troppo meditativo e arcano... Ebbene, l'ho fatto di proposito: "amo provocare" (evviva la banalità!) ...no, non per questo, ma per dare l'oppurtunità, a chi non ha mai avuto la fortunata occasione di conoscere questo poeta, di arricchire il suo pensiero e per dare l'opportunità a Pessoa stesso di entrare nel mondo del Web attraverso la mano di una sua appassionata lettrice.
Se volete contattarmi, magari per dirmi che vi siete anche voi infatuati di Pessoa oppure per dirmi che il mio tentativo è fallito, questo è il mio indirizzo di posta elettronica: e_maya4@hotmail.com"
martedì, gennaio 16, 2007
un pessoa ogni tanto
Ho un libriccino ove scrivo
quando mi scordo di te.
E' un libro coperto di nero
ove nulla ho scritto ancora.
Fernando Pessoa
lunedì, gennaio 15, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Linus: Sei riuscito a prendere Snoopy, Charlie Brown?
Charlie Brown: si, alla fine ci siamo riusciti... l'abbiamo trascinato dal veterinario per il vaccino... che lotta!
Snoopy: Mi hanno torturato. Ma ho detto solo il mio nome, grado e numero di matricola!
domenica, gennaio 14, 2007
il mio microgiallo da sms
Regalò uno scacciapensieri all'amica pettegola. Parlare e suonare le fu fatale.
(mini giallo di massimo 160 caratteri senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente; idea lanciata da zopblog)
sabato, gennaio 13, 2007
shakespeare
Benedetto - Che faccia tosta! E' lei che mi ha martellato di insulti, invece: si sarebbe ribellata anche un'incudine! Un pezzo li legno le avrebbe risposto per le rime; perfino la mia maschera si è aggrottata in una smorfia. Senza sapere con chi stava parlando, la signorina mi ha detto che io sarei il buffone di Vostra Altezza, e che le mie facezie sono più noiose del grande disgelo; insomma, una tale gragnuola di perfidie, che per un momento mi è parso di trovarmi in un campo di battaglia con tutto un esercito a tirarmi addosso. Ha un ugnale al posto della lingia, quella lì, ogni parola ti trafigge. Ah! Se avesse l'alito cattivo come quello che dice, non ci sarebbe segno di vita accanto a lei. Infetterebbe anche la stella polare! Non la sposerei nemmeno se mi portasse in dote Il paradiso terrestre. Con lei per moglie Ercole sarebbe finito a lavar piatti in cucina. Non me la nominate mai più! Le erinni sono delle brave comari al confronto. Qui ci vuole un sapiente che la esorcizzi. Una cosa è certa: finchè lei rimane qui sulla terra, giù all'inferno stanno tranquilli come in un chiostro. La gente comincerà a accumulare peccati apposta per andarci. Si! Dove passa lei non resta che sconquasso, rovina e maledizione!
William Shakespeare da Molto rumore per nulla
venerdì, gennaio 12, 2007
il club di Groucho
(ovvero non mi interessa far parte di un club che mi accetta fra i suoi membri)
5 dicembre 1945
Caro Sam,
i miei progetti sono ancora in Embrione: non so se ci sei mai stato, è un sobborgo della metropoli delle pie illusioni. Attualmente sono immerso anima e corpo in "Casablanca", un'avventura appassionante. Mi alzo ogni mattina alle sette, sferro alla sveglia un calcio nei cosiddetti e volo allo studio. Mi convocano sempre alle nove del mattino, il che significa cominciare le riprese seduta stante alle tre del pomeriggio. Protestare è inutile: il mondo della celluloide funziona così, e forse è soprattutto per questo che si vedono tante schifezze al cinematografo sotto casa.
Tuo
Groucho
Groucho Marx
da Le lettere di Groucho Marx (Adelphi ed. traduzione Davide Tortorella)
giovedì, gennaio 11, 2007
senza musica
Cochi e Renato
La canzone intelligente
mi piacerebbe cantar
una canzone intelligente
che segua un filo logico
importante
e che sia piena di bei ragionamenti
insomma una canzone
intelligente
che spieghi un po' di tutto
e un po' di niente
questa e' la canzone intelligente
che fara' cantar tutta la gente
questa e' la canzone intelligente
che fara' cantar
che fara' ballar, che fara' ballar
lo sciocco in blu
cosa ci vuole si sa
per far successo con la gente
si tende un filo logico importante
la casa discografica adiacente
veste il cantante
come un deficiente
lo lancia sul mercato
sottostante
questa e' la canzone intelligente
che fara' cantar tutta la gente
questa e' la canzone intelligente
che fara' cantar
che fara' ballar che fara' ballar
lo sciocco in blu
lo sciocco in blu
lo sciocco in blu
lo sciocco in blu
lo sciocco in blu
lo sciocco in blu
mercoledì, gennaio 10, 2007
succede sul web
Il taccuino Moleskine è una delle mie passioni. A Londra è stata organizzata una mostra con l'esposizione dei Moleskine di 70 tra artisti, poeti e scrittori. In questa pagina potete vederli in foto (cliccando sulle miniature la foto s'ingrandisce) e cliccando su play si può vedere il video (detour-youtube) dell'autore mentre sfoglia il suo taccuino. Anch'io uso decine e decine di moleskine per i miei appunti, per le cartoline birichine e per le parole colorate; una vera passione.

JJ Connelly

Annie Freud

Chris Dent

Luigi Gallo and Roberto Caracciolo
martedì, gennaio 09, 2007
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Linus: Che voto hai preso nella tua scheda di lettura Charlie Brown?
Charlie Brown: "D"! E' il voto più basso prima dell'insufficienza! La maestra ha detto che ha tutta l'aria della scheda di lettura scritta dopo mezzanotte l'ultimo giorno delle vacanze di Natale... che potevo dire? Mi sono congratulato con lei per il suo notevole intuito!
domenica, gennaio 07, 2007
il mio microgiallo da sms
Trovarono il corpo del grande manager nella vasca degli squali. Ci si era tuffato per allenarsi al nuovo incarico; ma non era poi così grande.
(mini giallo di massimo 160 caratteri senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente; idea lanciata da zopblog)
sabato, gennaio 06, 2007
ipse dixit
Leggere per me è una passione che è anche parte del mio lavoro. Penso che leggere sia più naturale per tutti, scrittori inclusi. Ma, davvero, nessuno dovrebbe considerare leggere un dovere... Ogni anno scopro autori contemporanei, o di dieci anni fa, o di un secolo fa, che non avevo mai sentito nominare prima: è eccezionale! Non rimarrò mai a corto! Non riesco a leggere quanto vorrei, eppure non mi mancherà mai da leggere. Ecco perchè voglio che la gente pianti lì i libri che non gli piacciono. La vita è troppo breve.
Nick Hornby
da Tuttolibri - La Stampa del 25/11/2006
venerdì, gennaio 05, 2007
Bill Watterson ed i suoi Calvin and Hobbes
Calvin: Guardandomi si capisce che i miei genitori contengono la perfezione evolutiva del DNA umano. Sono il culmine della creazione.
Hobbes: Senza coda?! Non sono di questo parere!
Calvin: Finiscila! Il mio sedere non ha bisogno di accrescimenti estetici!
giovedì, gennaio 04, 2007
la poesia
Nina Berberova
Alla finestra l’imbianchino cantava
e fischiettava Mignon e Carmen.
Lungo i muri imbiancati
Pareva bianco il raggio d’aprile.
In basso sul fondo del cortile solo
le piantine nei vasi
chiamavano nella polvere
le grandi foglie a ventaglio.
Presto il nostro cortile prenderà per me
il posto dei boschi e delle città,
mi è stato dato per sempre
questo paesaggio di gesso.
Come la barca al povero remo,
come al genio la follia,
come all’asino con la sua soma
il sentiero montano.
da Antologia personale Poesie 1921 – 1933 Passigli editore - a cura di Maurizia Calusio
mercoledì, gennaio 03, 2007
la pinacoteca impossibile
Goya

autore: Francisco Goya
titolo: La nevicata
anno: 1786-1787 circa
tecnica: olio su tela
dimensione:275 x 293
proprietà: Madrid, Museo del Prado
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