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venerdì, settembre 30, 2005
il post di Flaiano
"Senti", mi dice R. "stamane racconto a mia moglie di aver sognato che stavo sposando un'altra donna e che si faceva il pranzo di nozze in una bella trattoria di campagna, tra amici. Sai che cosa mi ha domandato mia moglie? Mi ha domandato: "C'ero io alla festa?". "No" le rispondo. "Succede sempre così" ha concluso mia moglie rabbuiandosi "io non ho mai diritto a divertirmi!".
Ennio Flaiano da Diario notturno (Adelphi editore)
giovedì, settembre 29, 2005
ipse dixit
Il romanzo è un'epopea soggettiva, in cui l'autore chiede il permesso di trattare il mondo alla propria maniera. Si tratta dunque solo di stabilire se egli abbia una maniera; il resto viene da sé.
Johann Wolfgang Goethe
mercoledì, settembre 28, 2005
la mostra
Alfredo Jaar al MACRO
Oltre alle opere di Wesselmann, il Museo di Arte Contemporanea di Roma ospita una installazione di Alfredo Jaar intitolata: Che cento fiori sboccino. L’artista, di origine cilena che lavora e vive a New York, si è ispirato al “Movimento dei cento fiori” promosso da Mao Tse Tung in Cina negli anni ’50 e che avrebbe dovuto essere un punto d’incontro tra gli intellettuali per proporre critiche costruttive alla rivoluzione e suggerire nuove forme d’arte e creatività. Il movimento aveva per motto un’antica poesia cinese:
Che cento fiori sboccino, che cento scuole di pensiero si confrontino.
La critica alla dittatura fu feroce e Mao come lo aveva voluto così decretò la soppressione del movimento. A quel periodo si rivolge l’opera di Jaar che attraverso le sue opere d’arte ha denunciato gli avvenimenti più drammatici degli ultimi anni avvenuti in Ruanda, Angola, Sud Africa, Vietnam, Brasile e Cile. Genocidi, emergenze umanitarie, oppressioni politiche e sfruttamento economico. “Let one hundred flowers bloom” (2005) è un’opera costituita da venticinque vasche di zinco, nove aspiratori elicoidali, un sistema di condizionamento, un sistema di irrigamento, un sistema di illuminazione, cento fiori, terra e videoproiezione. E’ una sorta di “giardino ideale” contenente cento piante e fiori di vari tipi. Le piante sono sostenute dalle fonti della vita, la luce e l’acqua, ma sono sottoposte a continue variazioni termiche ottenute dai potenti condizionatori d’aria e ventilatori che rappresentano le fonti di distruzione. Come recita la didascalia “l’opera è una metafora e uno spunto per riflettere sul rapporto tra il mondo della cultura, quale luogo di coesistenza delle diversità e tutte quelle forze che tendono al controllo, alla repressione e all’omologazione”. Dell’opera fa parte un video che riprende per un’intera giornata la tomba di Antonio Gramsci al cimitero cattolico di Roma. E’ un omaggio alle idee dell’intellettuale italiano a cui Jaar dedica l’opera.

martedì, settembre 27, 2005
shakespeare
Macbeth
Chi può essere lucido e stupito, calmo e furioso, leale e neutrale, nello stesso momento? Nessuno: la foga del mio violento affetto ha sopravanzato la prudente ragione. - Qui giaceva Duncan, l'argentea pelle adorna dei purpurei ricami del suo sangue; e le ferite aperte come una breccia nella natura perchè vi facesse il suo distruttivo ingresso la rovina. E lì i suoi assassini, immersi nei colori del loro mestiere, i pugnali sconciamente imbracati di sangue raggrumato. Chi, avendo un cuore per amare, e in quel cuore coraggio, avrebbe potuto trattenersi dal rendere quell'amore manifesto?
lunedì, settembre 26, 2005
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Schroeder: perchè continui a parlare del nostro matrimonio? Non ci sarà mai! A questo mondo ci sono almeno un milione di ragazze che sposerei piuttosto che te! Lucy: ti stancheresti di loro...
domenica, settembre 25, 2005
in punta di blog
the young sea gull Ernesto di ritaM
sembra di essere nella fiaba di pollicino, se seguo le briciole, prima o poi arrivo a casa. una impronta di pensieri di carta professione: docente alle elementari. il primo giorno di scuola di azucena
una storia ha i suoi luoghi e i suoi tempi, e non li puoi barattare.. Una storia… la storia di alkanette
sabato, settembre 24, 2005
un pò di emily
Questa è la mia lettera al mondo che non ha mai scritto a me - le semplici cose che la natura ha detto - con tenera maestà.
Il suo messaggio è affidato a mani che non posso vedere - Per amore di lei - amici miei dolci - con tenerezza giudicate - me.
Emily Dickinson
venerdì, settembre 23, 2005
il club di Groucho (ovvero non mi interessa far parte di un club che mi accetta fra i suoi membri)
A James A. Linen, editore della rivista Time (4 gennaio 1952)
Caro sig. Linen, la fotografia sulla copertina di Time ha cambiato la mia vita da così a così. Se prima passavo le ore a giocare a golf e a braccare le ragazze, ora inganno il tempo bighellonando intorno alla più grossa edicola di Beverly Hills e vendendo copie del numero del 31 dicembre a prezzi competitivi. Decisamente la foto di copertina non non mi rende giustizia (temo che nessun obiettivo sia mai riuscito a catturare la mia intima bellezza), comunque i miei seguaci sono così fanatici che comprano qualsiasi cosa rassomigli anche solo remotamente al sottoscritto. Ieri, nonostante la pioggia, ho fatto tredici dollari. E' una somma esentasse, dal momento che rubo le copie quando il proprietario dell'edicola è a pranzo. La prego, riutilizzi presto la mia foto, e la prossima volta prometto di darle la metà di tutto quello che riesco a tirar su.
Cordialmente, Groucho Marx
ps. oltre a Henry James, leggo anche il "St Louis Sporting News".
da O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato - Einaudi ed. trad. Stefan Kanfer
giovedì, settembre 22, 2005
la mia new york in bianco e nero

el pollo supremo: una catena di fast food molto diffusa nei quartieri ispanici (notare il gesto eloquente del pollo). (foto akio, giugno 2000)
mercoledì, settembre 21, 2005
l’anniversario
Vent’anni fa moriva Italo Calvino (18 settembre 1985). Su indicazione del mestiere di scrivere vi segnalo la pagina celebrativa della Rai e ci aggiungo il link a questo articolo di Mirella Serri su la stampa web da cui ho estratto i ricordi di Aldo Nove e Silvia Balestra.
Il sentiero dei nidi di ragno è stata la lettura dei miei 19 anni. Poi sono entrato in conflitto con il mito di Calvino. Andavo avanti, pagina dopo pagina, leggendolo in contemporanea con Fenoglio che preferivo di gran lunga. Passato ai libri successivi lo trovavo sempre troppo algido e distante. Oggi faccio mea culpa di un giudizio sommario e sicuramente lapidario. Però mi autoassolvo: a volte essere faziosi aiuta a scrivere e a sopravvivere. Vorrei rileggerlo e cominciare dalla fine: da quello splendido abbecedario di stile essenziale che sono le Lezioni americane.
Aldo Nove
Tutto comincia con un piatto di lumache rifiutato. Simbolo di impensabile disubbidienza da parte del Barone rampante. Che spasso. Avevo 11 anni, vivevo a Grottammare vicino Ascoli Piceno quando mi cimentavo con il racconto in cui aleggiava un'aria di rivolta che mi conquistava. Pensavo a certe liti familiari tutte consumate a tavola e pensavo forse di rifugiarmi anch'io sugli alberi e di guardare il mondo dall'alto. La storia di Cosimo Piovasco di Rondò è indimenticabile, non puoi non ammirarla per l'efficacia stilistica e per le immagini.
Silvia Ballestra
martedì, settembre 20, 2005
il brano
Folletti
Un folletto è uno spirito etereo della natura, che ama danzare liberamente e suonare strumenti a corda. I folletti vivono sottoterra, o a volte dentro, oppure sopra l'acqua (preferibilmente una sorgente), o a volte anche nell'aria (o nei rami di grandi alberi). Di tanto in tanto assumono l'aspetto di un animale. Non sono malevoli di natura, ma a volte i loro scherzi hanno avuto serie conseguenze (per esempio, gente smarrita nelle paludi), ma non lo fanno con intenzione. Ci sono folletti maschi, femmine e asessuati. La maggior parte ha le ali. Grandezza: dai 10 ai 30 cm. Intelligenza: usata scaltramente, ma buona.
da Gnomi di Wil Huygen Rizzoli ed. - trad. Maria Duca Buitoni
lunedì, settembre 19, 2005
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Sally: Ha! Tu non credevi che io potessi essere citata, e invece si! Charlie Brown: Non capisco di cosa stai parlando… Sally: Della recita scolastica! Del programma dove tutti vengono citati! Vedi? Ci sono i nomi di tutti i bambini che hanno recitato e di tutti gli adulti che hanno collaborato per le scene, il rinfresco e tutto quanto… Charlie Brown: e dove saresti tu? Sally: Come, dove sarei io? Leggi le ultime righe e vedrai… Charlie Brown (legge il programma): “Lo spazio non consente di elencare tutte quelle persone meravigliose che hanno offerto all’occorrenza il loro tempo e il loro lavoro”. Sally: Caspita, non dirmi che non sono abbastanza importante da essere citata. Charlie Brown: Ne sono assolutamente convinto!
domenica, settembre 18, 2005
la pinacoteca impossibile
Addio paese ospitale, paese splendido, patria della libertà e della bellezza! Si, i primitivi questi ignoranti hanno insegnato molte cose ai vecchi uomini civili, fornendo loro molte conoscenze nonchè istruendoli nell'arte del vivere in modo felice.
Paul Gauguin

autore: Paul Gauguin titolo: Femmes de Tahiti anno: 1891 tecnica: Olio su tela dimensione: 69 x 91 cm proprietà: Paris, Musee d'Orsay
sabato, settembre 17, 2005
la poesia
Costantino Kavafis
Mare mattutino
Fermarmi qui! Mirare anch'io questa natura un poco. Del mare mattutino e del limpido cielo smaglianti azzurri, e gialla riva: tutto s'abbella nella grande luce effusa.
Fermarmi qui. Illuso di mirare ciò che vidi davvero l'attimo che ristetti, e non le mie fantasime, anche qui, le memorie, le forme del piacere.
venerdì, settembre 16, 2005
il post di Marcello Marchesi
Questa è l'epoca delle materie di nuovo tipo. L'epoca della plastica. Memoria di plastica, classe di plastica, raccomandato di plastica. Sembra pesante è leggera, sembra cedevole è resistentissima. Insomma è l'epoca di tutto ciò che sembra ma non è. Similpelle, vinilpelle, Coccinelle.
giovedì, settembre 15, 2005
di blog in blog
scrittura creativa chi prevarrà tra la Sig.ra Ispirazione e la Sig.ra Concentrazione? Oggi va così... di ilallallero
fotografia la didascalia della foto recita così: "Gli uomini sono donne con le palle!". Il mio commento: “quanto è buona la rosetta calda con un paio di fette di mortadella. Cibo da principi”. La risposta di rita: “Esatto akio, la famosa "Rosetta con la mortazza", una coppia perfetta! :)”. Sweet-smelling Tie di ritaM
musica per sapere tutto su Woody Guthrie “il padre putativo di Bob Dylan” (un post un po’ lungo da stampare e leggere con calma) Spirito libero di Masso57
221B Baker Street
uno scaffale della biblioteca di Holmes e Watson (foto akio, dicembre 2004)
mercoledì, settembre 14, 2005
dal comodino al blog
Banana Yoshimoto da L'abito di piume
saltapagina
...
Il mio paese sembrava esistere aggrappato ai lembi di terra risparmiati dal fiume...
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Durante gli anni in cui avevo vissuto a Tokyo, il bar della nonna - che comunque era sempre stato piuttosto strano sin dai tempi dell'apertura - era peggiorato ulteriormente. Non che fosse sporco, la patina del tempo però non l'aveva affatto migliorato: era semplicemente diventato veccho. Ovunque imperava una confusione anomala. Un'infinità di tazze decorate con ossessionanti motivi a fiorellini di cui la nonna faceva collezione, tende di pizzo con degli orribili disegni, enormi soprammobili etnici in bella mostra sui davanzali... Un vero pugno in un occhio. Per non parlare della miniserra che occupava metà del locale in cui la nonna si dilettava a coltivare orchidee. Già in passato avevo pensato che ce ne fossero troppe, adesso però i vasi erano dappertutto.
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In quel ricordo c'era qualcosa che assomigliava alla mano di chi mi aveva aiutata a venire al mondo... o meglio, una forza in grado di sollevarmi ancora più in alto, una luce bianca che commuoveva senza far provare compassione, ciò che avevo ricevuto in dono dalle mie ave, la sensazione vivida di quando prendi in braccio un neonato... in quel ricordo c'era un calore che era sintesi di tutto questo.
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"Queste sono cose che non faccio a comando, tu però sei una ragazza così sincera, talmente sincera che mi sento comunque di darti un consiglio: circondati solo di persone che ti vogliono davvero bene. Sai, a questo mondo purtroppo c'è molta gente che se anche non è nata aprofittatrice, lo diventa alla prima occasione. Se mai ti capiterà di perdere la testa per qualcuno, ricordati di non dedicargli mai tutto il tuo tempo. Sei una ragazza molto seria e purtroppo hai la tendenza a buttarti a capofitto nelle cose".
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Ero felice di essermi fatta un nuovo amico. A Tokyo avevo sempre dato la priorità all'amore, tanto da non avere più desiderio di dedicarmi alle amicizie. Gli amici li incontravo nei ritagli di tempo e al massimo ci scambiavo due parole. Invece, i momenti che trascorrevo nel suo ristorante improvvisato, mangiando quei ramen precotti preparati con cura, erano una specie di conforto per me. Quando nel buio attraversavo l'ultima stradina e vedevo la sua lanterna, sentivo soffiare un'aria fresca, come rigeneratrice. Anche nelle notti senza vento, quella vista riusciva comunque a tranquillizzarmi. Di quando in quando mi era capitato di incontrarci studenti, gente squattrinata oppure tipi con la faccia triste, tutte persone che avevano bisogno del tepore di quel piccolo rifugio.
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I vestiti della mamma erano tutti in ordine, impilati per bene, esattamente come li avevo visti l'ultima volta. Sentii una leggera fitta al cuore, seguita però anche da una piacevole nostalgia. Tanto da arrivare a sorridere involontariamente. Aprii l'armadio rosa con gli animaletti colorati che usavo da bambina e cominciai a rovistare nei suoi cassetti, praticamente in trance. Fintanto che non trovai un vecchio paio di guanti da maschietto con una fantasia bianca e rossa.
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Pensai che la gentilezza disinteressata delle persone, le loro parole spassionate, fossero come un abito di piume. Avvolta da quel tepore, finalmente libera dal peso che mi aveva oppresso fino a quel momento, la mia anima stava fluttuando nell'aria con grande gioia.
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(Feltrinelli, traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini).
martedì, settembre 13, 2005
appunti di lettura
L'abito di piume di Banana Yoshimoto
Hotaru torna a casa da Tokyo e finisce per dormire nel retro del caffè della nonna in una specie di magazzino. Ha speso tutte le sue energie in quella storia finita che l'ha riportata a casa. Intorno a lei ora c'è la natura, i ricordi d'infanzia, un padre new age, Rumi la sorella mancata, i pomodori mangiati appena colti, silenzi che parlano, un ristorante senza licenza, il vecchio armadio della madre, la dea della stazione degli autobus, il sogno di pattinare sul ghiaccio, un'immagine meravigliosa che le ballonzola nella mente dal passato, il posto del cheese cake, i ramen di Otake, un regalo sotterrato e "un vecchio paio di guanti da maschietto con una fantasia bianca e rossa". La leggerezza del titolo è quella in cui si sente avvolta Hotaru in questo suo ritorno a casa. La stessa leggerezza ce l'ha la scrittura della Yoshimoto che nella postfazione dice:
"Ho l'impressione che sia un romanzo uscito dalla penna di qualcun altro e pertanto mi sento libera di dire che penso trasmetta molta tranquillità. Non credo sia un romanzo strepitoso, il contenuto poi non è gran che, qua e là però ci sono dei passaggi che mi piacciono molto. Trovo che sia una storia molto simile a una favola. Mi farebbe piacere se qualcuno che sta affrontando un brutto momento la leggesse e riuscisse ad alleviare le proprie sofferenze, senza pensare di trovarci dei messaggi particolari".
Non so se è un romanzo che allevia sofferenze ma si legge con interesse e piacere assaporandolo in un paio di sere (127 pagine, 10 euro - Feltrinelli ed. trad. di Alessandro Giovanni Gerevini).
A Hotaru, sia Rumi che il padre chiedono "perchè non resti? Ma che torni a fare a Tokyo?"
"La verità è che, se va avanti così, nella migliore delle ipotesi mi ritrovo a gestire il caffè della nonna, oppure a lavorare in un asilo nido. O peggio ancora mi tocca sposarmi un maestro di sci con la mamma a carico. Tutte cose che non dipenderebbero dalla mia volontà, che non avrei scelto di fare io in prima persona".
Quello che sceglierà di fare Hotaru è quello che avrei fatto anch'io. Domani ne posterò alcuni brani.
lunedì, settembre 12, 2005
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Lucy: cosa hai fatto della foto che ti ho dato?
Schroeder: l'ho buttata via!
Lucy: con le tue mani?
Schroeder: certo
Lucy: ha toccato la mia foto!
domenica, settembre 11, 2005
i will never forget 9/11
One belongs to New York instantly, one belongs to it as much in five minutes as in five years.
Thomas Wolfe
sabato, settembre 10, 2005
gli incipit del televideo rai (pag. 769)
(visto che pago il canone)
Luis Sepulveda da Il vecchio che leggeva romanzi d'amore (Guanda editore)
Il cielo, che gravava minaccioso a pochi palmi dalle teste, sembrava una pancia d'asino rigonfia. Il vento, tiepido e appiccicoso, spazzava via alcune foglie morte e scuoteva con violenza i banani rachitici che decoravano la facciata del Municipio. I pochi abitanti di El Idilio, e un pugno di avventurieri arrivati dai dintorni, si erano riuniti sul molo e aspettavano il loro turno per sedersi sulla poltrona portatile del dottor Rubicundo Loachamin...
londra: sguardi digitali

look right
(foto akio, dicembre 2004)
venerdì, settembre 09, 2005
la poesia
George Gordon Byron
Vi è un piacere dei boschi inesplorati
e un'estasi delle deserte spiagge,
vi è una compagnia che nessuno può turbare
presso il mare profondo, e una musica nel suo ruggito;
non amo meno l'uomo ma più la natura
dopo questi colloqui dove fuggo
da quel che sono o prima sono stato
per confondermi con l'universo e lì sentire
ciò che mai posso esprimere nè del tutto celare.
giovedì, settembre 08, 2005
il post di Flaiano
Non credere che scrivere mi piaccia, mi spaventa. E' così difficile. Di tutto ciò che ho scritto ci saranno sì o no tre pagine che non mi disgustano. Tutta una vita per tre pagine! Poche, no! Il guaio è che non sono nemmeno una di seguito all'altra. Se non scrivessi, mi piacerebbe fare il rilegatore di libri.
Ennio Flaiano
(da una intervista di Carlo Mazzarella del 1959 ripubblicata da Bompiani ed.)
mercoledì, settembre 07, 2005
l'iniziativa
le illystories
Sono dei mini libri gratuiti, ognuno con un racconto, che trovate in distribuzione presso gli illy caffè. In questa collana sono stati pubblicati i racconti di scritture giovani 2005 (di cui ha parlato alice) ma anche una serie di racconti con il viaggio per tema tra cui In volo di Dacia Maraini e ...Un pò morire di Marcello Fois. E' una iniziativa interessante. Non so se farà vendere più caffè ma so che è piacevole sorseggiare un caffè, leggere e portarsi via uno di questi libretti di racconti. Sono anche dei piccoli e preziosi oggetti da collezionare, ben impaginati e con ottime grafiche in copertina. Di seguito vi lascio il testo di Davide Longo che è all'inizio dei racconti di scritture giovani 2005 e in cui si ritroveranno molti di quelli a cui piace leggere e scrivere seduti al tavolino di un caffè.
Libro, donna, caffè, amen
di Davide Longo
Il mio caffè preferito sta sotto i portici di Torino. E' una stanza con due pareti di vetro e ci passano davanti studenti con borse di lana e poche preoccupazioni. I tavolini sono piccoli, i giornali del giorno prima. Al banco ci sono bustine d zucchero normale e un mazzo di carte. Ci vado soprattutto se piove. Mi siedo all'angolo, leggo e di tanto in tanto controllo dalle vetrate che la vita fuori somigli ancora a quella che ricordo. Il libro che più amo lo lessi seduto in quel caffè. erano molti anni fa e non pioveva. Adesso è logoro e sta nella mia stanza dei libri belli, sopra una mensola traballante che comprai per due soldi e ne valeva uno soltanto. Quel che c'era in quelle pagine lo cerco ancora oggi: risposte sottintese e roba che arriva dal passato. E poi coraggio, parecchio coraggio e colline, partenze, visi splendidi nella luce di un fuoco e inevitabilmente saluti, lei che parte e si sporge al finestrino, lui fermo sulla banchina stretto alla sua sigaretta. La donna che amo somiglia a quel libro. Adesso prepara una minestra di farro in cucina, ma un tempo viaggiò e forse tornerà a farlo. E' alta e magra. Talvolta siedo con lei nel bar sotto i portici e ce ne stiamo zitti a leggere. Lei preferisce libri lontani e brevi, profumati come tisane, Io bicchieri di vino rosso fermo e pagine di legno. I libri sembrano una cosa misteriosa e invece sono come i Caffè e le persone. I Caffè chiudono, i libri finiscono, le persone dicono basta. E' solo questione di storie. Si entra nei Caffè per togliersi dal freddo e dalla strada Si entra nei libri e nelle storie d'amore per lo stesso poco nobile motivo: la salvezza. Chi conosce i Caffè conosce i libri e le persone. Chi conosce i libri conosce le persone e così via. - Smette di piovere - dice sempre la donna che amo dopo che ce ne stiamo a leggere in silenzio. Le sorrido e alzo le spalle che non m'importa. Lo faccio da qualche anno e lei sta al gioco. La gente intorno ride dei fatti suoi o sta seria. Qualcuno come voi legge un libretto che non s'aspettava di trovare, consuma un caffè e le pagine sotto le dita. Aspetta un amore da consumare quella notte. Spera una vita che non consumi l'amore.
martedì, settembre 06, 2005
la mia parigi in bianco e nero

l'ingresso al metrò di abbesses nel cuore di montmartre
(foto akio, maggio 2002)
ps. ieri sera raiuno ha trasmesso il favoloso mondo di amélie...
lunedì, settembre 05, 2005
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Lucy: Charlie Brown, voglio domandarti qualcosa... Tu pensi che io sia scorbutica?
Charlie Brown: Si, penso che tu sia molto scorbutica.
Lucy: Beh, a chi interessa quello che pensi tu?!
domenica, settembre 04, 2005
dante in pillole
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense.
Dante Alighieri
La Divina Commedia
Inferno, V, 100-107
sabato, settembre 03, 2005
la libreria
"il corsaro" in via macerata a roma
L'ho scoperta in occasione della presentazione del romanzo di Andrea D'Agostino. Ci si deve venire appositamente ma ne vale la pena. Si trova in un quartiere popolare in via di (lenta) riqualificazione in una viuzza dove puoi trovarci dal cinema a luci rosse alle persone fuori del portone di casa che chiaccherano seduti sulle sedie della cucina. E' una libreria a gestione familiare che con coraggio rappresenta uno dei punti di forza da cui può partire quella lenta riqualificazione. L'ingresso è bellissimo con il nome scolpito manualmente nel legno dell'insegna. E' uno di quei luoghi dove tornare ogni tanto per scovare qualche perla ma anche per respirare un' atmosfera unica. Un luogo per chi ama il libro come oggetto non solo da leggere ma da conservare, tramandare, sfogliare, cercare, toccare, riciclare, curiosare, osservare e amare. In un luogo così vedi vivere vecchi libri con il prezzo scritto in copertina che ti fa prima sorridere e poi emozionare: 350 lire. Le vecchie copertine delle edizioni degli Oscar Mondadori, dell'Einaudi, della Bompiani, della Rizzoli. Due pareti con scaffali spartani in legno stile ikea: da una parte i libri nuovi dall'altra l'usato. C'è anche una saletta con altri cavalletti ricolmi di libri usati che in più funge da piccolo ufficio. La dimensione umana di una libreria è sempre più rara. Luca "Il Corsaro", in attesa della presentazione, è seduto accanto al padre. Guarda gli scaffali e gli chiede: "abbiamo venduto il Coelho?" Già, in una libreria così, il proprietario sa esattamente dov'è ciascun libro; con uno sguardo trova una edizione tascabile del 1975. La mattina quando tira su la serranda apre una libreria non solo un negozio che vende libri.

venerdì, settembre 02, 2005
il club di Groucho
(ovvero non mi interessa far parte di un club che mi accetta fra i suoi membri)
Se un rubinetto gocciola, non c'è speranza - meglio gettare la spugna. Non c'è nessuno al mondo che riesca a riparare un rubinetto che non tiene. Il rubinetto nel mio bagno gocciola da otto anni e in questo periodo centinaia di idraulici e meccanici hanno visitato il mio bagno per studiarlo. Tutti prescrivono lo stesso rimedio - una nuova rondella. Dunque viene messa una nuova rondella - cinque centesimi per rondella e otto dollari e trentacinque per il lavoro. Funziona perfettamente per quel giorno, ma la notte, giusto quando sto per volare fra le braccia di Morfeo, il consueto plop-plop del rubinetto mi risveglia di scatto. Una certa bella signora che abitava vicino a Zanesville, nell'Ohio, pensava di aver risolt questo problema. Una sera, prima di andare a letto, inchiodò una mela selvatica al rubinetto. Sfortunatamente Grunion, il figlio di nove anni, l'aveva vista fare ciò e durante la notte, quando tutto era tranquillo, s'introdusse furtivamente nel bagno e rubò la mela selvatica. Più tardi quella sera la signora concluse che un rubinetto che non tiene dava meno disturbo di un Grunion con il mal di pancia e abbandonò il progetto.
Groucho Marx da Grouchismi ed. Oscar Mondadori
giovedì, settembre 01, 2005
la pinacoteca impossibile
René Magritte
"…la psicanalisi consente di interpretare solo ciò che si può interpretare, io mi sforzo di dipingere solo immagini che evocano il mistero del mondo…"

autore: René François-Ghislain Magritte
titolo: Les amants
anno: 1928
tecnica: Olio su tela
dimensione: 54 x 73
proprietà: New York, Richard S. Zeisler Collection
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