a video spento

   Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto. (Italo Calvino)

 






-"Io il lunedi' arrivo qui e so che ci saranno i Peanuts. Un po' come la volpe e il piccolo principe, mi sento addomesticata ".
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mercoledì, agosto 31, 2005
 

il brano

José Ovejero da Nostalgia dell'eroe (Voland ed.)

È un sabato pomeriggio del maggio 1980. Ramón e Amparo sono seduti nella terrazza del villino, costruito dai genitori di Ramón, operai arricchiti, nel corso dei sabati e delle domeniche di vari anni su uno dei terreni incolti che circondano Madrid. La terrazza imbiancata a calce è orientata in modo da approfittare del sole pomeridiano nei giorni non ancora troppo caldi. Amparo, che non vive lì ma di solito va a passare il fine settimana dalla figlia, è uscita con un vassoio di fagiolini a cui toglieranno il filamento, e reca con sé qualcosa di indefinibile, forse un peso ingiusto che porta sempre sulle spalle e fa sentire colpevole chi ha a che fare con lei, come se in fondo la si potesse alleggerire di quel peso, se solo ci si provasse. Ma Ramón sa che il carico appartiene esclusivamente ad Amparo e intuisce persino che l’espressione stanca potrebbe essere un trucco, un modo di attraversare la vita senza che nessuno osi pretendere troppo da lei, perché un tale carico è più che abbastanza.

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martedì, agosto 30, 2005
 

scrivere con le immagini

la napoli in bianco e nero di camee

Scrivere una città con le immagini è una delle mie passioni. E' da un pò che penso di tornare per qualche giorno a Napoli, anche per fare delle foto. L'ultima volta ci sono stato dieci anni fa. Le foto di Camilla mi hanno fatto tornare la voglia. Il piccione sospeso sulla città come Jovanotti nel video di Serenata Rap; il biciclettaio nel vicolo; la veduta di correva l'anno che sembra una stampa ottocentesca; 'a tazzurella 'e cafè, che mi ha fatto sospirare di desiderio per quel concentrato unico di cultura e passione. Le 11 fotografie di cam in sequenza. Un minuto che scalda il cuore. Grazie cam.


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lunedì, agosto 29, 2005
 

Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts

Charlie Brown: Ecco il bus della scuola!
Sally: l'autista dice che non ti può prendere... il tuo nome non è nell'elenco del computer...
Charlie Brown: digli che sono tuo fratello!
Sally: vuole sapere se per caso sei un piantagrane...

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domenica, agosto 28, 2005
 

la mia new york in bianco e nero 


 

si chiama little italy ma in pratica è chinatown
(foto akio, giugno 2000)

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sabato, agosto 27, 2005
 

incontro con l'autore

Gianni Minà autore del libro Il continente desaparecido è ricomparso (Sperling & Kupfer ed.) e direttore della rivista LatinoAmerica

Preferisce parlare dell'ultimo numero della sua rivista piuttosto che del libro; dice solo che è arrivato alla terza edizione e si meraviglia che l'editore (gruppo Mondadori e quindi Berlusconi) finora l'abbia fatto lavorare in piena libertà "forse non si sono accorti di quello che c'è scritto", dice con una battuta. Con lui, per parlare del numero 90/91 della rivista, c'è il giornalista-fotografo Valerio Bispuri che ha firmato un reportage sull'Argentina. Lui era lì quando nel dicembre 2001 è scoppiato il caos a causa del crac economico. La gente era impazzita, racconta. Di colpo si sono ritrovati nella povertà più assoluta. Persone del ceto borghese ridotte a fare i "cartoneros" in cerca di cartone da rivendere a trenta centesimi di pesos al chilo. Cinque presidenti della repubblica cambiati uno dopo l'altro. Bispuri racconta che quando è tornato nel 2003 era ancora peggio e che nessuno ne parla. Dice che nel nord dell'Argentina è come in Africa. Nella città di Resistencia ci sono bambini denutriti e racconta un aneddoto agghiacciante. In una discarica di resistencia la gente ci vive. Camminando fra quelle persone si è sentito un "cronista invisibile" come se il tempo si fosse fermato. Una bambina mangiava il polistirolo e gli ha detto: "questa è la mia torta di compleanno". Bispuri è tornato in Argentina quest'anno e ha notato lievi miglioramenti. Ma nessuno parla più dell'Argentina e i giornali non sono interessati a pubblicare articoli e foto. Gianni Minà è orgoglioso di aver pubblicato questo reportage e parla della sua polemica con Reporter senza frontiere che è "martellante" sulla situazione dei diritti civili a Cuba e meno su tutte le altre nazioni che li violano. Minà conclude parlando del valore della testimonianza di Valerio Bispuri "un reporter che consuma le scarpe": una categoria di giornalista in via d'estinsione.

Roma, Spazio La Feltrinelli Galleria Colonna - 6 luglio 2005


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venerdì, agosto 26, 2005
 

la poesia

Antonio De Curtis in arte Totò

'A cunzegna

'A sera quanno 'o sole se nne trase
e dà 'a cunzegna a luna p' 'a nuttata,
lle dice dinto 'a recchia: "I' vaco a casa:
t'arraccumanno tutt' 'e nnammurate".


(da 'A livella - Fausto Fiorentino editore)


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giovedì, agosto 25, 2005
 

metropolis: roma

largo santa susanna ore 23. Sui gradini della chiesa, un barbone inforca in punta di naso i suoi occhiali e si immerge nella lettura di un piccolo libro consumato. Accanto a sè una busta di plastica con le sue cose. Vorrei che l'estate non finisse.

14 agosto 2005

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roma: sguardi digitali 


 

rimozione sampietrini
(foto akio)
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mercoledì, agosto 24, 2005
 

nove righe

Anche quando riuscivo a strappare l'ordinazione, che fatica costava poi ottenere il danaro! Mi ricordo ad esempio del ritratto della moglie di un calzolaio che dipinsi per un paio di scarpe. Ogni volta che mi credevo arrivato alla fine e già mi sentivo felice proprietario d'un paio di stivali, ecco arrivare una zia, una figlia, una domestica: "Non le pare che mia nipote, mia madre, la mia padrona, non abbia un naso così lungo?" Le scarpe io le volevo, e così diedi alla buona signora il naso della Pompadour.

Pierre Auguste Renoir

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martedì, agosto 23, 2005
 

il brano

Luigi Pirandello da Uno, nessuno e centomila

Ah, non aver più coscienza d'essere, come una pietra, come una pianta! Non ricordarsi più neanche del proprio nome! Sdrajati qua sull'erba, con le mani intrecciate alla nuca, guardare nel cielo azzurro le bianche nuvole abbarbaglianti che veleggiano gonfie di sole; udire il vento che fa lassù, tra i castagni del bosco, come un fragor di mare.
Nuvole e vento.
Che avete detto? Ahimè, ahimè. Nuvole? Vento? E non vi sembra già tutto, avvertire e riconoscere che quelle che veleggiano luminose per la sterminata azzurra vacuità sono nuvole? Sa forse d'essere la nuvola? Né sanno di lei l'albero e la pietra, che ignorano anche se stessi; e sono soli.
Avvertendo e riconoscendo la nuvola, voi potete, cari miei, pensare anche alla vicenda dell'acqua (e perchè no?) che divien nuvola per divenir poi acqua di nuovo. Bella cosa, si.

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lunedì, agosto 22, 2005
 

Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts

Charlie Brown: stanotte ho sognato di nuovo la ragazzina dai capelli rossi... adesso penserò a lei tutto il giorno e sarò depresso...
Linus: so come ti senti, Charlie Brown... ti piacerebbe piangere, ma sei troppo macho...
Charlie Brown: davvero?!

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sabato, agosto 20, 2005
 

buon fine settimana. A lunedì. 

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ipse dixit

Ho passato la mia intera giovinezza scrivendo lentamente, facendo correzioni continue e alla fine scrivevo una frase al giorno e quella frase non aveva alcuna emozione. Accidenti, l'emozione è ciò che mi piace nell'arte, non la tecnica.

Jack Kerouac

(da un'intervista a Paris Review del 1966)

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venerdì, agosto 19, 2005
 

la mostra

Passaggi in India. Ieri e oggi.
Acquetinte di Thomas e William Daniell e fotografie di Antonio Martinelli

Non so se vivrò le atmosfere descritte da Pasolini e da Terzani e se vedò mai il Taj Mahal. Non so se andrò mai in India. So che le acquetinte e le fotografie di questa mostra ti fanno venire una gran voglia di andarci. In più c'è quel diario che se ne sta lì in una teca con la sua bellissima calligrafia di fine settecento. La calligrafia di William Daniell che in una serie di diari ha raccontato l'avventura della sua vita. E' stupendo quel quarto volume. La memoria scritta che accompagna un'impresa artistica. Thomas e William Daniell, zio e nipote, fra il 1785 e il 1794, affrontarono un serie di viaggi per realizzare disegni e acquerelli sull'India. Duecento anni dopo il fotografo Antonio Martinelli ha fotografato gli stessi soggetti e luoghi con la stessa angolazione. La mostra mette foto e acquetinte una accanto all'altra. Il risultato è eccellente. Templi, palazzi, fortezze, panorami, meraviglie naturali di un paese misterioso e affascinante, ieri come oggi. Il fascino dei templi, oggi in rovina, confrontati con le acquetinte dove sono al massimo del loro splendore. I Daniell hanno fatto un uso fotografico del disegno e Martinelli fa un uso pittorico della fotografia. I volti nelle foto sono decisamente più intensi. Come nel caso delle persone sedute accanto ai carretti nella foto dell'ingresso al mausuleo nel giardino del sultano Khusero, nei pressi di Allahabad. In alcuni casi le costruzioni recenti impediscono al fotografo di riprodurre le immagini con un punto di vista identico. Ma il confronto e l'impatto comunicativo sono ugualmente efficaci. Nell'opera "Dusasumade Gaut, a Benares sul Gange" è ancora più evidente la povertà di oggi restituita dalla foto. Nell'acquatinta, gli ammassi di case sulle sponde del Gange e la scalinata che i fedeli scendono per bagnarsi nel fiume sacro, rimandano un'idea di maestosità. Nella foto, un senso di drammatica povertà. La fotografia ci restituisce una realtà che forse il pennello ha nascosto. E' la stessa sensazione che mi viene davanti alla "Veduta del forte Madurai". Nella foto, il tempio ed il palazzo sono immersi nel caos cittadino tra i carretti di legno del mercato, le baracche, vecchie auto nel traffico, i fili della corrente tra i pali di legno della luce. Il via vai delle persone a piedi. Il "Padiglione di tempio hindu" nell'acquatinta è bucolico, con le mucche. Nella foto la torre è scomparsa e i gradini sono sepolti; ma questi sono i segni del tempo.  I segni dell'uomo invece si vedono nel degrado intorno al tempio accentuato dalle strutture del vicino capolinea degli autobus (notare il cartello con la scritta STD con relativa freccia). Le vedute naturalistiche restituiscono una immagine più rassicurante sia nelle acquetinte che nelle fotografie. La "Cascata a Puppanassum" è meravigliosa in entrambe le versioni. Tra una parete e l'altra sono esposte delle sculture di divinità indù. Bellissima la scultura di un "Krishna danzante" proveniente dal Museo Tucci di Roma. Una incarnazione del dio Vishnu, dall'aspetto di un fanciullo danzante poggiato solo su una gamba e con il braccio sinistro sollevato di lato, in un gesto che evoca la forma della proboscide di un elefante. La sorpresa della mostra è l'apertura della terrazza che affaccia su piazza del Quirinale illuminata. Un colpo d'occhio splendido. In terrazza proiettano una rassegna di film indiani. L'immagine che chiude la mostra è quella che ti resta appiccicata: le due immagini del Taj Mahal ad Agra. La foto al tramonto è perfettamente riuscita e vince la sfida con l'acquatinta.

Scuderie del Quirinale, 11 agosto 2005.

 

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giovedì, agosto 18, 2005
 

taccuino newyorkese

questione di centesimi

Prendo l'autobus per andare a West New York. Alla fermata prima di Union City un anziano di etnia ispanica sale e paga al conducente: 51 cents. Il conducente di colore li conta, gli dice che non bastano e apre la porta per farlo scendere. L'anziano dice, in slang ispanico-americano, che lui per andare dove deve andare, ha sempre pagato 51 cents. L'autista è irremovibile e lo invita a scendere. Interviene una ragazza vestita in modo elegante che, in perfetto spagnolo, dice all'anziano che sta sbagliando autobus. Deve prendere il numero 48. L'anziano chiede scusa, ringrazia la ragazza e scende. L'autista chiude la porta e riparte.

(20 giugno 2000)

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mercoledì, agosto 17, 2005
 

il brano

Thomas Mann da Tristano

Eseguì il Notturno in mi bemolle maggiore, opera 9, numero 2. Se davvero era un pò fuori esercizio, le sue esucuzioni di prima dovevano essere artisticamente perfette. Il piano era mediocre, ma già dopo le prime battute lo sapeva usare con sicura perizia. Dimostrò una sensibilità nervosa per la coloritura dei timbri e una gioia per il movimento ritmico che avevano quasi del fantastico. Il tocco era fermo e morbido a un tempo. Sotto le sue mani la melodia cantava fino all'estremo la sua dolcezza, e con grazia esitante gli abbellimenti si adattavano a lei. Era vestita come il giorno del suo arrivo: indossava lo scuro, pesante corpetto con gli arabeschi di velluto in rilievo, che dava alla testa e alle mani un aspetto così delicatamente irreale. La sua espressione non mutò mentre suonava, ma pareva che i contorni delle sue labbra divenissero più netti e le ombre agli angoli degli occhi più profonde. Quando ebbe terminato, abbassò le mani in grembo e continuò a guardare la musica.

(trad. Brunamaria Dal Lago Veneri, Newton Compton editore)

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martedì, agosto 16, 2005
 

humanum est

nel post su Nyman ho erroneamente attribuito la regia del film Lezioni di Piano a Peter Greenaway anzichè a Jane Campion (ero convinto fosse il suo). Ringrazio l'anonimo o anonima che mi ha corretto nel commento. Mi scuso con gli amici lettori e con gli interessati (anche se non credo lo verranno mai a sapere).
 

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roma: sguardi digitali 

 

studentessa d'arte al chiostro del bramante
(foto akio, aprile 2005)
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lunedì, agosto 15, 2005
 

Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts

Lucy: domenica è l'anniversario di Beethoven... Credo che gli manderò un biglietto.
Schroeder: Beethoven è morto!
Lucy: Si? Ho risparmiato 20 cents!

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domenica, agosto 14, 2005
 

il brano

dell'avversità

Quando era piccolo, Cosroes aveva un maestro che riuscì a farlo eccellere in tutte le materie che studiava. Un pomeriggio, il maestro - apparentemente senza motivo - lo castigò con grande severità.
Anni dopo, Cosroes salì al trono. Uno dei suoi primi provvedimenti fu di mandare a chiamare il maestro della sua infanzia e pretendere una spiegazione per l'ingiustizia che aveva commesso.
"Perché mi castigaste senza che io lo meritassi?" domandò.
"Quando vidi la tua intelligenza, seppi subito che avresti ereditato il trono di tuo padre", rispose il maestro. "E decisi di mostrarti come l'ingiustizia possa segnare un uomo per il resto della vita. Spero che tu non castighi mai nessuno senza motivo."
Cosroes ammirò la sua saggezza e gli diede un'alta carica.

Paulo Coelho

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sabato, agosto 13, 2005
 

ipse dixit

Ho un ricordo dolcissimo di Troisi, che ha fatto tanto per la mia vita di scrittore. Gli sono grato del modo straordinario in cui ha saputo appropriarsi del mio personaggio. La sua interpretazione del Postino è una delle dieci o venti migliori performance della storia del cinema.

Antonio Skarmeta

da La Repubblica del 25/2/2005

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venerdì, agosto 12, 2005
 

bloomsbury

Virginia Woolf

La signora francese in treno

Garrula, pendula, apirando come un tapiro le carnose foglie di sotto dei cavoli; grufolando tra le erbacce, avida persino nella carrozza di terza classe di qualche bocconcino di pettegolezzo... Madame Alphonse disse alla cuoca... gl orecchini che ondeggiavano come alle orecchie dei grandi lobi di qualche pachidermico mostro. Un sibilo con un pò di saliva esce dai denti davanti resi gialli e smussati, mentre mordicchia coste di cavolo. E per tutto il tempo dietro la pendula tentenante testa e la gocciola di saliva le grigie olive di Provenza si irradiano, maturano; formano uno sfondo corrugato di rami contorti e contadini ricurvi. A Londra nella carrozza di terza classe di contro a pareti nere con incollati lucidimanifesti pubblicitari starebbe passando da Clapham diretta a Highgate per rinnovare la coroncina di fiori di maiolica sulla tomba del marito. Là a Clapham Junction siede nel suo angolo, sulle ginocchia una borsa nera; nella borsa una copia del Mail; una foto delle principesse - in quella sua borsa fragrante di arrosto freddo, di sottaceti, di tendine foderate, di campane di chiesa la domenica e i saluti del vicario. Qui essa regge sull'immensa e ondlata spalla la tradizione; persino mentre la bocca le cola, mentre le luccicano gli occhietti di cinghiale si sente il gracidare della rana nel campo di tulipani; il bisbigliare del Mediterraneo che lambisce la sabbia; e la lingua di Molière. Qui il collo taurino regge canestri di uva; attraverso lo sferragliare del treno giunge il chiasso del mercato; un ariete a testa bassa, uomini che lo cavalcano; anatre in gabbie di vimini; gelati in cornetti; garze stese sui formaggi; sul burro; uomini che giocano a bocce accanto a un platano; una fontana; l'odore acre nell'angolo dove i contadini obbediscono apertamente agli imperativi della natura.

(trad. Adriana Bottini - Baldini&Castoldi ed)

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giovedì, agosto 11, 2005
 

il foglietto

pennarelli dozzinali
consecutio temporum
lezioni di fuoco per sempre

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mercoledì, agosto 10, 2005
 

la poesia

Federico Garcia Lorca

Nacchera

Nacchera.
Nacchera.
Nacchera.
Scarabeo sonoro.

Nel ragno
della mano
arricci l'aria
calda
e ti strozzi nel tuo trillo
di legno.

Nacchera.
Nacchera.
Nacchera.
Scarabeo sonoro.


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martedì, agosto 09, 2005
 

serata dvd
(ovvero, il piacere di accendere il video)


Melinda and Melinda di Woody Allen

un Lui: "Hai l'impressione che non comunichiamo più?"
una Lei: "Ma certo che comunichiamo. Possiamo non parlarne?"

Una Melinda con i capelli lisci ed una Melinda con i capelli mossi. Intorno a loro tutto il mondo di Woody Allen. Un cinema scritto. Dalla spigola alla cilena in pastasfoglia caramellata alla lampada di Aladino. Dal bicchiere di vino sorseggiato nel piccolo bistrot buio di Soho alle crisi matrimoniali piccole e grandi. Dal pianoforte suonato in strada durante un trasloco al sentire le melodie di Cole Porter quando si è innamorati. E New York. Una New York che ogni volta mi emoziona. Tre amiche passeggiano sul Bow Bridge a Central Park e rimpiangono:
"Quei giorni lontani dove noi tre credevamo che avremmo dominato il mondo... Cosa non darei per svegliarmi e scoprire che tutta la mia vita è stato solo un brutto sogno e che abbiamo ancora diciassette anni... A chi lo dici... Tu però non cambieresti niente. La tua vita, scorre sul binario giusto. No?... Beh, una domanda un pò assurda. Chi non approfitterebbe di un secondo giro?"
Non è un Woody Allen superlativo ma è un Woody Allen. Vedere un suo film è sempre come fare una seduta dall'analista. Sui titoli di coda ti senti meglio ma sai che ci vorranno altre sedute. Stavolta mi sono immerso in una gustosa macedonia di relazioni intrecciate tra crisi latenti, evidenti, controllate, urlate. Vince la commedia o la tragedia? No, stasera non mi voglio sbilanciare. Mi sbilancio invece su altri tre pezzi scritti alla Woody Allen.
...
"Shopping e colazioni. Mia moglie è a fare shopping e dopo va a colazione. E' cresciuta a shopping e colazioni. Sua madre faceva shopping e colazioni. E sua nonna anche. Shopping e colazioni. Ecco cosa ti ritrovi sposando una principessa di Park Avenue".
...
un Lui: "la vita è abbastanza gestibile se tieni basse le tue speranze. Il momento in cui ti concedi dei bei sogni corri il rischio che ti crollino addosso".
una Melinda: "la mia vita è stata un'opera. Sono una di quelle eroine tristemente ipersensibili per l'esistenza su questo pianeta. Anche se nel mio caso mi sono procurata da sola i guai peggiori. Non dovevo buttarmi sventatamente sui miei sogni".
...
un Lui: "che cosa sta succedendo? Scusa, noi una volta facevamo l'amore di continuo e adesso trovi sempre una scusa".
una Lei: "te l'ho detto. Sono emozionalmente in un periodo di difficoltà creativa".

E' un film che finisce con un sacrosanto luogo comune e uno schioccar di dita.


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lunedì, agosto 08, 2005
 

Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts

Lucy: tu credi che la vita abbia le sue cime e le sue valli? Charlie Brown: Si, ne sono convinto.
Lucy: allora vuol dire che in ogni vita ci dev'essere un giorno al di sopra di tutti gli altri e che è il più felice, giusto?
Charlie Brown: beh, direi che probabilmente è vero...
Lucy: e se l'hai già avuto?

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domenica, agosto 07, 2005
 

la mia new york in bianco e nero



il mosaico dedicato a john lennon nella zona ribattezzata strawberry fields a central park
(foto akio, giugno 2000)

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sabato, agosto 06, 2005
 

ipse dixit

Ho fatto un errore, nella vita, quando ho firmato quella lettera al presidente Roosvelt chiedendo che venisse costruita la bomba atomica. Ma forse mi si potrà perdonare: infatti tutti noi eravamo convinti che fosse altamente probabile che i tedeschi riuscissero a costruirla, e a usarla per diventare la razza padrona.

Albert Einstein, lettera a Linus Pauling


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venerdì, agosto 05, 2005
 

due righe

Nascono le frasi nella notte. Mi girano attorno, bisbigliano, prendono un ritmo, delle rime, diventano poesie.

Agota Kristof

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giovedì, agosto 04, 2005
 

appunti di lettura

La visitatrice di Maeve Brennan

Quattro donne e due presenze. Un lungo e duro duello psicologico in cui chi perde (?)trova la forza per urlare che quella è e sarà sempre casa sua. Io farei la stessa cosa che ha fatto Anastasia. Forse resisterei meno a qualcuno che mi dicesse "Quanto hai intenzione di restare?", anche se quella è casa mia. Ho scoperto Maeve Brennan (1917-1993). Le descrizioni, i piccoli brani da incorniciare, la scrittura semplice, pulita, incalzante, coinvolgente. E la storia; così amaramente possibile; così umana. Comprendo Anastasia che abbassa la guardia e si presenta indifesa alla battaglia. Lei non ha intenzione di combatterla quella battaglia. Non vuole vincere. Vuole restare a casa. Il rancore. Il dolore. L'egoismo. La vendetta consumata postuma che nasce da una profonda solitudine e insoddisfazione. Eppure c'è amore. Non mi meraviglio più quando qualcuno ferisce chi ama. Succede, eccome se succede. Anastasia che si affaccia alla finestra; il tè con la signorina Kilbride che non è "matta come un cavallo" ma una donna che vive nel ricordo di un grande amore; Katharine che è gentile, ma curiosa e invadente; le frasi raggelanti di nonna King. Il canto finale di Anastasia. L'ho letto sabato mattina in due ore (103 pagine, 7,20 euro) sorseggiando un caffè freddo, doppio e lungo al bar di un centro commerciale. La prefazione di Paula Fox (ne posterò la parte iniziale) e le notizie sull'autrice sono molto interessanti. Il volto della Brennan in copertina è bellissimo, enigmatico, complesso, triste.

saltapagina

Il postale correva verso Dublino,...

...

"Con il pensiero tornò a Parigi; nella sua mente si formarono immagini deboli, incerte. Stava di nuovo dicendo addio a suo padre. Era là, in miniatura, e c'era lei, in una chiara, fredda stanza in miniatura. Lui si girò e svanì oltre la porta dell'albergo che si apriva verso l'interno. Sembrava quasi una tartaruga, tutto curvo e ripiegato su se stesso con il cappello in mano. Per la prima volta lei aveva provato il desiderio di scusarsi, di dirgli almeno quanto le dispiaceva, ma lui aveva imboccato il corridoio aveva svoltato l'angolo, era scomparso. Era solo e triste. Dietro di lei, in quella minuscola camera d'albergo della memoria, sua madre era seduta su una sedia accanto alla finestra. Aveva il viso ammorbidito dalle lacrime, le mani intrecciate in grembo, rivolte verso l'alto; rispose allo sguardo della figlia con un'occhiata di passivo riconoscimento, e questo fu tutto..."
...
"Il viaggio fino a casa della nonna le parve troppo lungo, ma trasalì quando l'auto finalmente accostò, e alzò lo sguardo, ansiosa, e vide la porta, così familiare, di tanti anni prima. Nell'ingresso le luci erano accese. La aspettavano, la nonna e Katharine. La porta si spalancò e illuminò i gradini a beneficio del tassista, che saliva a fatica, carico di valigie. Baciò la nonna in fretta, evitando il suo sguardo. Le non si mosse dalla porta del salotto, restò sulla soglia; aveva appena lasciato il caminetto e il libro che stava leggendo, e osservò Anastasia e il suo bagaglio che ingrombava l'ingresso. Era sempre la stessa, con quella sua faccia delicata e meditabonda e signorile, e le mani intrecciate avanti a sè, in un gesto formale. Anastasia pensò: Sta aspettando che io commetta qualche errore".
...
"La casa è un luogo della mente. Quand'è vuota, diventa irrequieta. Si anima di ricordi, visi e luoghi e momenti passati. Immagini amate riemergono, disobbedienti, a rispecchiare quel vuoto. Allora, quale risentito stupore, e quante ricerche pressochè inutili. E' una situazione ridicola. E' un essere ridicolo che cerca di ottenere un sorriso anche dall'ombra più familiare e affettuosa. Comico e senza speranza, lo sguardo diretto alle profondità del passato è sempre rivolto verso l'interno".
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Gli alberi attorno a Noon Square si fecero più grandi alla luce smorzata del crepuscolo. L'oscurità uscì silenziosa fuori dai tronchi che si ispessivano, fuse tra loro le sottili ringhiere di ferro che circondavano le case e dilagò rapidamente nei giardini, annerendo l'erba e rubando i colori ai fiori.
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"La nonna si svegliò, accantonò il libro, si tolse gli occhiali e restò là, seduta, a rigirarseli in mano. Disse: "Quanto hai intenzione di restare, Anastasia?" Anastasia indietreggiò, stupefatta. "Bè, per sempre, nonna".
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"In un grande negozio di Grafton Street si fermò, indecisa, a guardare due ragazze che sceglievano una collana. Loro alzarono lo sguardo e la videro, e lei finse di aspettare qualcuno. La gente entrava nel negozio, lei se ne stava lì ferma a osservare, e dopo un pò si rese conto che cercava con insistenza il viso di sua madre. Poi ebbe l'impressione che fosse entrata, con il suo solito cappellino nero, e si dirigesse verso la scala a passi rapidi e precisi. Era serena e i suoi occhi avevano quell'aria limpida che riservava agli sconosciuti. Riesco perfino a vederle la schiena. E guardò quel drso snello e diritto scomparire su per la scala. Pensò: E' andata al reparto abbigliamento. E senza esitare vi si precipitò".
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(trad. Ada Arduini, Bur ed.)


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mercoledì, agosto 03, 2005
 

incontro con l’autore

Michael Nyman autore del cd The Piano Sings

Non una parola. Arriva e si mette subito a disposizione dei fotografi che ne esaltano il narcisismo. Uno showman. Michael Nyman è un compositore di successo, ne è consapevole e se ne compiace. E’ a Roma per presentare una raccolta delle colonne sonore che ha scritto tra il 1993 ed il 2003, eseguite al solo piano. Il cd s’intitola The Piano Sings. Le esecuzioni dal vivo non sono particolarmente coinvolgenti. Un leggero sussulto quando esegue il brano del film Lezioni di Piano di Peter Greenaway ("Lezioni di piano" è di Jane Campion, non di Peter Greenaway :-D; ringrazio l'anonimo per la correzione. Ero convinto fosse di Greenaway! aggiornamento del 15/8/05). Accanto a me c’è una signora che ha l’aria di essere un’insegnante di musica o una pianista. I suoi commenti sono molto tecnici e severi. Non mi sento di darle torto. Non tanto per la qualità dei brani quanto per l’esecuzione. Di questa ora con Nyman mi sono piaciuti i calzini che indossava e i dieci minuti in cui si è dato in pasto ai fotografi. Un vero show culminato con Nyman che fotografa i fotografi ed il pubblico.

Roma, 9 giugno 2005 Spazio Feltrinelli Galleria Colonna

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martedì, agosto 02, 2005
 
il club di Groucho
(ovvero non mi interessa far parte di un club che mi accetta fra i suoi membri)

Poi c'è la coppia che a mezzanotte si alza per andarsene, ma che arriva solo fino alla porta di casa. E' praticamente impossibile buttarli fuori: come gli avanti di una squadra di rugby che non riescano a fare gli ultimi tre metri. Verso le dodici, il marito guarda l'orologio e con voce molto sorpresa esclama:
"Mezzanotte! Andiamo, piccola. Domattina mi devo alzare presto: ho un appuntamento".
Voi vi precipitate a tirar fuori i soprabiti dall'armadio per accelerare la partenza degli ospiti. Ma vi illudete! La porta, pesante e muta, non desidera altro che spalancarsi al suono di allegre risate e di festosi arrivederci. Ma niente da fare: questi due sono di quelli che godono a stare sulla soglia. Durante il pranzo o in salotto quasi non hanno aperto bocca, ma all'ultimo momento scoprono di avere un mucchio di cose da raccontare! La moglie ha scovato un nuovo istituto di bellezza e descrive con vivaci particolari il metodo seguito da quel salone per fare la permanente: è un metodo rivoluzionario e sembra che faccia miracoli con i capelli lisci. Questo monologo va avanti per circa dieci minuti. Ecco il momento buono! Strisciate di sghembo verso la porta e l'aprite.
"Allora, buona notte. Speriamo di rivederci presto".
Non siate sciocchi: li state vedendo in quel momento e continuerete a vederli per un'altra ora o giù di li. Non hanno ancora dato inzio ai preliminari della partenza. Ora il marito chiude la porta e dice:
"A proposito, vi ho parlato della partita di pesca che stiamo per fare? Andremo su un nuovo lago, dove pescano solo gli indiani, e voi sapete che gli indiani sono pescatori di eccezione!"
Voi dite:
"E' strano che per gli indiani la pesca sia un'eccezione. Forse, è perchè non vogliono bagnarsi i mocassini".
E' una frase senza senso ma distrae la loro attenzione e vi offre il destro di aprire astutamente la porta con il piede. Nel frattempo, quei due si sono infilati i soprabiti e stanno a loro agio come due scarafaggi in un tappeto. In effetti, la gelida aria della sera risulta piacevole per Mr. e Mrs. Izaak Walton attacca a parlarvi di una nuova ricetta di salmone in insalata che ha scovato mentre sventrava un divano di crine in soffitta. Per esaurire questo argomento ci vogliono quindici minuti. Ora l'ingresso si è riempito di un vasto assortimento di lepidotteri, coleotteri e altri insetti notturni, attirati dalle luci accese. Verso le due i Walton cominciano a scaricarsi e, dopo qualche altro giro di arrivederci, riuscite finalmente a spingerli fuori della porta. E qui comincia realmente la vostra fatica. Vi occorrà quasi un'ora, e l'aiuto degli altri ospiti, per sbarazzarvi della fauna notturna alata o strisciante che ronza nel vostro ingresso. Più tardi, nel cuore della notte, quando la casa sarà immersa nel silenzio, sentirete intorno al letto il battito riposante delle ali di pipistrelli.

Groucho Marx da Memorie di un irresistibile libertino (ed. Bur La Scala trad. Argia Micchettoni)

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lunedì, agosto 01, 2005
 

Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts

Lucy sta parlando con Piperita Patty

Lucy: il segreto dell'amore è eliminare i rivali. E' tutto qua... elimina i rivali e l'altra persona vorrà bene a te! Io ho buttato il piano di Schroder nel tombino... adesso che lui mi ami è solo questione di tempo... magari un cinquecento anni!


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