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mercoledì, febbraio 25, 2004
Ernest Hemingway – da Morte nel pomeriggio
Quando Gallo aveva passato la quarantina, qualcuno gli chiese che cosa faceva per tenersi in esercizio e lui disse che fumava sigari avana. – Che cosa me ne faccio dell’esercizio, hombre? Che cosa me ne faccio della forza? Il toro fa tutto l’esercizio. Il toro ha tutta la forza! Io adesso ho quarant’anni, ma ogni anno i tori ne hanno quattro e mezzo e si avviano al quinto. Era un grande torero e fu il primo ad ammettere la paura. Fino al tempo di Gallo, si riteneva estremamente vergognoso confessare di aver paura, ma quando Gallo aveva paura lasciava cadere muleta e spada e scavalcava a capofitto lo steccato. Un matador non dovrebbe mai correre, ma Gallo era capace di correre, se il toro lo guardava in un certo modo; e quando lo chiusero in prigione disse che era meglio così: - Tutti noi artisti abbiamo giorni cattivi. Mi perdoneranno al primo giorno buono.
martedì, febbraio 24, 2004
Attila Jozsef in Poeti ungheresi del ‘900 a cura di U. Albini
Mamma
Già da una settimana penso
Sempre e solo a mia madre, e a tratti indugio.
Con una cesta scricchiolante in grembo
frettolosa saliva in soffitta.
Ero ancora sincero a quel tempo,
strepitavo, pestavo i piedi:
lasciasse agli altri il bucato rigonfio,
portasse me in soffitta!
Salì, stese il bucato silenziosa,
senza sgridarmi, e neppure guardarmi:
la biancheria luminosa, frusciante
ruotava, volteggiava nell’aria.
Ora non piangerei, ma è tardi; adesso
Vedo com’era grande: nel cielo
fluttuano i suoi capelli grigi.
martedì, febbraio 17, 2004
Alan Bennett – da Nudi e crudi
Casa Ransome era stata svaligiata. “Rapinata” disse Mrs. Ransome. “Svaligiata” la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca; ma una casa si svaligia. Mr. Ransome era un avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C’è un limite a ciò che riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. Questi ladri, però, l’avevano fatto. Avevano preso tutto. I Ransome erano andati all’opera a sentire Così fan tutte (il Così, come Mrs. Ransome aveva imparato a chiamarlo). Mozart era fondamentale nel loro matrimonio; i Ransome non avevano figli e probabilmente non fosse stato per Mozart, si sarebbero divisi già da anni. Quando tornava a casa dallo studio Mr. Randsome faceva sempre il bagno, poi cenava. E dopo cena faceva un altro bagno, questa volta in Mozart. Mr. Randsome ci sguazzava, in Mozart, ci si tuffava; dal piccolo viennese si lasciava ripulire delle sozzure che aveva dovuto sopportare tutto il giorno al lavoro. Quella sera erano stati ai bagni pubblici, cioè al Covent Garden, dove seduto davanti a loro c’era il ministro dell’Interno. Anche lui era andato a fare un tuffo per lavarsi di dosso le preoccupazioni della giornata, preoccupazioni che di lì a poco, benché solo in forma di statistica, avrebbero annoverato anche i Randsome. Normalmente Mr. Randsome non condivideva il bagno serale con nessuno, giacchè Mozart gli arrivava personalizzato tramite una cuffia e un sofisticato impianto stereo scrupolosamente equalizzato che Mrs. Randsome non poteva toccare per alcun motivo. Secondo lei, i ladri erano venuti proprio per colpa dello stereo, che li aveva attirati. I furti di stereo sono all’ordine del giorno; i furti di moquette no. “Forse hanno preso la moquette per avvolgerci lo stereo” disse al marito. Mr. Randsome ebbe un brivido e ribattè che come imballaggio gli sembrava più plausibile la pelliccia, al che la moglie riattaccò a piangere.
domenica, febbraio 15, 2004
Vejima Onitsura
Guarderò la luna senza mio figlio sulle ginocchia quest'autunno
sabato, febbraio 14, 2004
Ennio Flaiano - da Diario degli errori
Il bello dell'innamorarsi è il principio. Ti sembra tutto nuovo. Dopo un anno non riesci a capire perchè tutto ti sembrava nuovo. Secondo te bisognerebbe innamorarsi ogni... diciamo ogni due anni. No, allora diventa un lavoro. Voi donne non amate mica il marito ma il matrimonio. Vi piace essere sposate come a noi uomini piace essere laureati, diplomati, specializzati. Io sono laureato in legge, per esempio. Io non amo mica la legge, amo la mia laurea.
venerdì, febbraio 13, 2004
Joseph Roth - da La leggenda del santo bevitore
Anche il signore ben vestito sparì nelle tenebre. A lui era realmente toccato in sorte il miracolo della conversione. E aveva deciso di condurre la vita dei più poveri. E per questo vivrva sotto i ponti. Ma, tornando all'altro, costui era un bevitore, anzi un ubriacone. Si chiamava Andreas, e viveva alla giornata come molti bevitori. Tanto tempo era passato dall'ultima volta che aveva posseduto duecento franchi. E forse proprio per questo, perchè era passato tanto tempo, tirò fuori al fioco chiarore di uno dei rari lampioni che erano sotto i ponti, un pezzetto di carta e un mozzicone di matita, e scrisse l'indirizzo della piccola Santa Teresa e la somma di duecento franchi, che da quel momento le doveva. Salì per una delle scale che portano dalle rive della Senna al lungofiume. Là, lo sapeva, c'era un ristorante. Ed egli entrò, e mangiò e bevve in abbondanza, spendendo molti soldi, portandosi via anche un'intera bottiglia per la notte, che aveva intenzione di passare sotto il ponte, come al solito. Si scelse anche un giornale dal cestino della cartastraccia; non per leggerlo, ma per coprirsi. I giornali tengono caldo, come sanno tutti i vagabondi.
giovedì, febbraio 12, 2004
Italo Calvino
Dal saggio “L’antilingua” in Una pietra sopra.
Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L’interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po’ balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo preciso e senza una parola di troppo: “Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata”. Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: “ Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l’avviamento dell’impianto termico, dichiara di essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l’asportazione di uno dei detti articoli nell’intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell’avvenuta effrazione dell’esercizio soprastante”.
mercoledì, febbraio 11, 2004
Margaret Mazzantini da Non ti muovere
Un uccello si è posato accanto a me, improvviso, non l’ho visto arrivare. Il piumaggio di un sudicio colore tra il grigio e il verde, le zampe palmate strette intorno al ferro della balaustra, come piccole mani. E’ uno strano incrocio tra un martin pescatore e una cicogna nera. Il suo ventre si gonfia e si sgonfia sistematicamente. Deve aver retto la fatica di un volo difficoltoso per raggiungere questo trespolo galleggiante. Non è affatto mite, fa quasi paura. Scruta il mare con gli occhi rapaci orlati di pelle rossa, sembra cercare lo spazio per il suo prossimo volo. Ha un becco da uccello mitologico e qualcosa di umano nello sguardo. E perché, mi viene da pensare, una creatura così piccola accetta senza tregua le sfide che la natura le impone, mentre noi ci ritraiamo di fronte a uno spruzzo di mare, noi con le nostre scarpe, i nostri golf, perché siamo così privi di coraggio?
Italo Calvino da Se una notte d’inverno un viaggiatore
I libri che da tanto tempo hai in programma di leggere, i libri che da anni cercavi senza trovarli, i libri che riguardano qualcosa di cui ti occupi in questo momento, i libri che vuoi avere per tenerli a portata di mano in ogni evenienza, i libri che potresti mettere da parte per leggerli magari quest’estate, i libri che ti mancano per affiancarli ad altri libri nel tuo scaffale, i libri che ti ispirano una curiosità improvvisa, frenetica e non chiaramente giustificabile.
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