a video spento

   Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto. (Italo Calvino)

 











-"Io il lunedi' arrivo qui e so che ci saranno i Peanuts. Un po' come la volpe e il piccolo principe, mi sento addomesticata ".
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domenica, novembre 22, 2009
 

ipse twitter

Collane di perle di visi, di corpi e costumi antichi. Musica che deve essere maestosa, altrimenti. Altrimenti non funziona

dal twitter di Francesca Mazzucato

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sabato, novembre 21, 2009
 

in punta di blog

- due righe di... wos
- narrare ad alta voce, la riflessione di Giuseppe O. Longo proposta da...lalettrice-margueritex
- Martin Eden di Jack London nella recensione di... Milla
- Occhio di gatto di Margaret Atwood nella recensione di... Milla
- un ipse dixit di Nathaniel Hawthorne proposto da... lalettrice-margueritex
- un link è un link di Gerry McGovern selezionato da... Luisa Carrada

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venerdì, novembre 20, 2009
 

Booksweb.tv: Alessandra Casella recensisce "Ci metto la firma!" di Mariano Sabatini

 


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giovedì, novembre 19, 2009
 

il post di Campanile

La padrona alla cameriera: "Se non lavorate di più, sarò costretta a prendere un'altra cameriera".
"Oh, signora, un aiuto mi farebbe proprio comodo".

Achille Campanile

da Trattato delle barzellette in Opere - Romanzi e scritti stravaganti 1932-1974 (Classici Bompiani)

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mercoledì, novembre 18, 2009
 

la favoletta di... Esopo

I vasi

Un vaso di terracotta e un vaso di rame erano trascinati giù per la corrente di un fiume. E quello di coccio diceva a quello di rame: "Nuota al largo, non al mio fianco, perchè, anche se io non ho nessuna voglia di toccarti, basta che mi tocchi tu e io vado in briciole".

Malsicura è la vita del povero che ha per vicino un signore rapace.

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martedì, novembre 17, 2009
 

il brano "novità"

Stefano Benni da Pane e tempesta (Feltrinelli editore)

Il Nonno Stregone scese dal letto.
In giovane età si balza giù dal giaciglio come i gatti, in un colpo solo. All’età del nonno si scende come un pitone che ha mangiato sei angurie, un gradino alla volta.
Soprattutto, una volta in piedi restavano molte cose da fare.
Alcune assai insidiose, come ad esempio indossare i pantaloni.
I pantaloni hanno tre anime e tre volti.
Vanitosi, pacifici e ben stirati nella vetrina del negozio.
Informi, goffi e dormienti quando li fai cadere a terra o li posi sulla sedia.
Complicati, litigiosi e pieni di biforcazioni quando li devi infilare alla mattina, specialmente se hai fretta.
Ma ancora più subdoli sono i calzini.
Il Nonno Stregone aveva stabilito che, alla sua età, tre erano i modi possibili di infilarli.
Uno, posizione detta "della spogliarellista", steso sul letto con una gamba sensualmente sollevata. Tempo necessario all’impresa: un minuto, salvo perforazione del pedalino da parte dell’unghia dell’alluce. Due, posizione eretta "gamba sulla sedia". Unico rischio, uno schianto del legno o un colpo della strega.
Tre, posizione "riciclami": andare a letto coi calzini e usare gli stessi la mattina dopo. La meno igienica ma la più rapida.
Inoltre, nello scegliere il paio bisognava tener conto dell’esistenza della LIC, Legge di infedeltà del calzino, che dice così:
Un calzino, messo nel cassetto,
cercherà quasi sempre di far coppia con un calzino diverso.
Quindi i pedalini tendevano a sfuggire a una banale similarità e formavano duetti fantasiosi: corto nero con lungo blu, cotone cannettato con lana a losanghe, e così via.
Poi bisognava pisciare con paziente calcolo balistico. Poi...
Ma il Nonno Stregone era ancora uno splendido settantenne. Dopo aver compiuto le ventisette operazioni della civiltà umana, scese le scale e si trovò in strada.

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lunedì, novembre 16, 2009
 

Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts

Lucy: Capisco la tua paura della solitudine Charlie Brown... Perchè tu e il tuo cane non fate qualcosa insieme? Come andare a caccia di conigli...
Charlie Brown: Ricordo che una volta l'abbiamo fatto...
Snoopy: Un coniglio ci ha cacciato per cinque miglia!

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domenica, novembre 15, 2009
 

in punta di blog

- i contrappunti di... blue
- Nostalgia di W. Goethe proposta da... lettrice-marguerite
- Ma il mito resiste. Nonostante gli attacchi del presente di Ohannès Choukhadarian proposto da... Elisabetta Bucciarelli
- novembre... di sivia
- l'audiolibro... proposto da... lettrice-marguerite
- domenica mood di... fralenuvole

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sabato, novembre 14, 2009
 

ipse dixit

Dei libri che leggo scrivo una scheda. Impiego anche un'ora, per farla bene. E nella mia scuola di scrittura creativa da dieci anni impongo di farlo anche ai miei allievi. Aiuta ad avere una vera forma di intimità con il libro che si è letto.

***

Pontiggia criticava il mito della compiutezza. Compra un libro, diceva, anche se non lo leggerai dall'inizio alla fine. Non trattarlo in modo sacrale. Il libro si deve strapazzare, come quando si fa l'amore.

Raul Montanari

da Biblioteche - Guida d'autore su come trovare, catalogare (e perdere) i libri di Pietro Melati su Il Venerdì di Repubblica del 13/11/2009

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venerdì, novembre 13, 2009
 

Quino e la sua Mafalda

Mafalda: Se si dimostra che sugli altri pianeti esistono esseri superiori, siamo fritti.
Manolito: Non sai che l'uomo è il re del creato!
Mafalda: Certo, però in questo secolo le monarchie sono state così sfortunate!

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giovedì, novembre 12, 2009
 

un po' di emily

Sarebbe divertente - essere un secolo -
e vedere la gente sfilar via
credo che morirei dall'allegria
ma poi non sono seria come lui

Mantiene i suoi segreti, è assai fidato
se li svelasse, quanti dispiaceri
darebbe a questa nostra umile sfera
che è così schiva di pubblicità.

Emily Dickinson

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mercoledì, novembre 11, 2009
 

la cella frigorifero n. 17: il nuovo caso lampo del commissario Eugenio Barzocco

Graziano Braschi e Mauro Smocovich hanno pubblicato nella loro rubrica Giallo comico su Thriller Magazine.it un altro caso lampo del mio commissario Eugenio Barzocco: la cella frigorifero n. 17. Li ringrazio, Sò soddddisfazzzioni! Ciao e buona lettura da Akio in versione micro-giallista-per caso e pure a tempo perso.

gli altri casi lampo di Barzocco

- la salciccia lasciata a metà [... su gialloandco.it]
- le 8 galline del diavolo e lo slogan del secolo [... su thrillermagazine.it]

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martedì, novembre 10, 2009
 

le 3 domande di SenzaUnaDestinazione (il bellissimo blog di Paola Pioppi) a Massimo Cassani, Valerio Varesi, Alessandro Perissinotto, Michela Murgia e Andrej Longo.

- 3 domande a Andrej Longo autore di Chi ha ucciso Sarah? (Adelphi, 177 pagg., 17 euro)
- 3 domande a Michela Murgia autrice di Accabadora (Einaudi, 164 pagg. 18 euro)
- 3 domande a Massimo Cassani autore di Pioggia battente (Sironi, 319 pagg, 17 euro),
- 3 domande a Valerio Varesi autore di Il commissario Soneri e la mano di Dio (Frassinelli, 279 pagg, 18 euro),
- 3 domande a Alessandro Perissinotto autore di Per vendetta (Rizzoli, 245 pagg., 17.50 euro),

***
- Qualcosa di buono in libreria secondo... scrittori, giornalisti, artisti, blogger, attori: qual è il migliore titolo di narrativa italiana che avete letto negli ultimi tempi?

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lunedì, novembre 09, 2009
 

Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts

Sally: Ecco una lettera di Marcie per te... dice che le manchi...
Charlie Brown: Hai aperto la mia posta? Hai letto la mia lettera?
Sally: Beh, tutti abbiamo dei rimpianti.
Charlie Brown: Rimpianti?
Sally: Sapevo che se non l'avessi letta, l'avrei rimpianto per il resto della vita...

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domenica, novembre 08, 2009
 

ipse dixit


Il giallo non è più un romanzo di evasione. Oggi è diventato narrativa di denuncia, di analisi della società, di riflessione.


Alicia Giménez-Bartlett

da il Venerdì di Repubblica del 6/11/09

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sabato, novembre 07, 2009
 

in punta di blog

- non fa rumore lo sbocciare di una rosa... parole ed immagine di... blue
- un pensiero di Alda Merini proposto da... masso
- una poesia dell'esordiente Joshua Weinberg proposta dalla... lettrice-marguerite
- Carlo Menzinger intervista Alessandro Bastasi autore de La fossa comune (0111 edizioni)
- una poesia di Carmen Iarrea (dalla raccolta Territorio di libertà - Raffaello editore) proposta da... Elisabetta Bucciarelli
- Dalla femmina di lusso al perdono: l'ultima produzione di Elisabetta Bucciarelli vista da... Marilù Oliva

**errore di cui mi scuso**
Carlo Menziger mi ha giustamente corretto nei commenti. Me ne scuso con lui e con il blog Liberi di scrivere che ha fatto l'intervista ripostata da Menziger.

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venerdì, novembre 06, 2009
 

Reg Smythe ed il suo Andy Capp

Andy: Flo pensa che io sia pigro e anche sua madre... tu lo pensi Jack?
Jack: Scusa, Andy. Stavi dicendo?
Andy: Fa nulla... non credo di riuscire a ridire tutto di nuovo.

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giovedì, novembre 05, 2009
 

storia

Paolo Mieli: Il pregiudizio che portò a Berlino 1936 (nella lotta tra antirazzisti e filonazisti all’interno del Comitato olimpico vinse il partito ostile agli ebrei)

Corriere della Sera.it
di PAOLO MIELI Le Olimpiadi che si tennero a Berlino nell’estate del 1936 sono passate alla storia per la performance di Jesse Owens che vinse ben quattro medaglie d’oro (nei cento e duecento metri piani, nel salto in lungo, nella staffetta 4x100) e mise in grande imbarazzo il regime hitleriano. Le vittorie di Owens provocarono grande stizza in Adolf Hitler il quale, secondo i resoconti Leggi ancora...

 

 

 

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mercoledì, novembre 04, 2009
 

Simenon


Maigret attraversò il ponte levatoio, oltrepassò i bastioni e imboccò una strada irregolare e mal illuminata. Quella che gli abitanti di Concarneau chiamavano la Ville-Close, la città chiusa, vale a dire il vecchio quartiere ancora cinto dalle mura, è uno dei sobborghi più popolosi della città.
Eppure, a mano a mano che avanzava, il commissario penetrava in una zona di silenzio sempre più equivoco. Il silenzio di una folla ipnotizzata da uno spettacolo, che freme, ha paura o si spazientisce. Voci isolate di adolescenti decisi a fare gli spavaldi. Ancora una curva e il commissario ebbe dinanzi a sé la scena: una viuzza stretta con gente affacciata alle finestre, qualche camera, rischiarata da lumi a petrolio, in cui si intravedevano dei letti, un gruppo che sbarrava il passaggio e, al di là, un grande vuoto dal quale saliva un rantolo.
Maigret scostò gli spettatori, quasi tutti giovani, sorpresi dal suo arrivo. Due di loro erano ancora intenti a gettare sassi in direzione del cane. I loro compagni tentarono di farli smettere. Si udì, o piuttosto si indovinò, un "Attenzione!".
Uno dei lanciatori di pietre arrossì fino alle orecchie, mentre Maigret lo spingeva a sinistra e procedeva verso l'animale ferito. Il silenzio, adesso, era di qualità diversa. Si sentiva che qualche istante prima un'ebbrezza malsana animava gli spettatori, all'infuori di una vecchia che dalla sua finestra gridava: "E' vergognoso!... Dovrebbe stendere un verbale, commissario!... Tutti ad accanirsi su quella povera bestia... E io lo so perché!... Perché ne hanno paura...".
Il calzolaio che aveva sparato rientrò, imbarazzato, nella sua bottega. Maigret si chinò ad accarezzare la testa del cane, che gli rivolse uno sguardo stupito, non ancora riconoscente. L'ispettore Leroy uscì in quel momento dal caffè dov'era andato a telefonare. Alcuni si allontanavano a malincuore.
"Portate un carretto...".
Le finestre si chiudevano una dopo l'altra, ma dietro le tende si indovinavano ombre curiose. Il cane era sporco, il pelo folto era macchiato di sangue. Aveva il ventre imbrattato di fango, il naso secco e bollente. Ora che qualcuno si occupava di lui riacquistava fiducia e non cercava più di trascinarsi sul terreno, in mezzo ai grossi sassi che avevava attorno.
"Dove lo portiamo, commissario?".
"All'albergo... Piano... Mettete un po' di paglia sul fondo del carretto...".
Il corteo avrebbe potuto sembrare ridicolo. Invece era impressionante, per effetto di quell'angoscia che dal mattino non aveva smesso di crescere. Il carretto, spinto da un vecchio, sobbalzava sul selciato, lungo la strada piena di curve. Oltrepassò il ponte levatoio e nessuno osò seguirlo. Il cane giallo respirava con forza, distendendo tutt'e quattro le zampe in uno spasmo.


Georges Simenon da Il cane giallo (Adelphi editore - trad. Marina Verna)

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martedì, novembre 03, 2009
 

la poesia di... Alda Merini


La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninna nanna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.

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