Frieda: Trascini sempre quella coperta con te Linus? Linus: In effetti sì è così e ora immagino che anche tu comincerai a prendermi in giro! Frieda: Affatto, credo che sia una buona idea... se ti fa sentire più sicuro è giusto che te la poti dietro! Linus: Smack!!! Frieda: I miei riccioli sono naturali...
Tecla Dozio e Jeffery Deaver, Durante la presentazione alla libreria Rizzoli di Milano, leggono un dialogo del romanzo "Corpi lasciati indietro" in italiano
Mercoledi scorso Ladypazz sul suo blog ha lanciato una sfida in diretta a due scrittori: Barbara Garlaschelli ed Enrico Gregori. Alle 14:30 ha postato un titolo a sorpresa e i due scrittori in un'ora hanno scritto e consegnato un monologo dal titolo Il monologo di un folle. Il post con i due racconti.
Calvin: E' andato a male questo latte? madre: Annusa e vedi. Calvin: Non ci penso nemmeno! Annusalo tu! madre: Oh, santo cielo, dà qua... è buono. Calvin: Non voglio correre rischi con un prodotto che porta stampata la data della tua possibile dipartita.
15 gennaio 1920. Sono rimasta in camera a osservare il giorno morire nella sera. Il fuoco mi fa pensare a un cervo dorato. Penso sempre al passato: lo rivivo in sogno. La pianta del cotone è diventata gialla. Il mare è calmo questa notte. Sciopero dei portalettere. No, nessuna lettera.
Ero in un ritrovo notturno. Vidi entrare un giovane col colletto della camicia alzato sulla nuca, molto bello, in atteggiamento protervo. Veniva, evidentemente, a conquistare la vita. Fece un cenno alla più bella delle entraineuses che gli andò subito incontro, e si mise a ballare. Ballava vittoriosamente, senza ritenzioni, stava appunto conquistando la vita.
Allora tutto ciò che era stato mio, attraverso gli anni, non era più niente. I mostri, gli incantesimi, le strane cose in cui avevo creduto, non erano più niente. Le nuvole, le torri trionfali (immaginarie), le strade d'oriente, la luna, le notti terribili, non erano più niente. Per colpa di quello sciagurato.
Charlie Brown: Buon giorno! Cerco un lavoro per l'estate. Hai un nonno per caso? Marcie: Si, perchè? Charlie Brown: Pensavo che magari come lavoro potrei fargli un po' di lettura. Marcie: Mio nonno gioca ala sinistra nella nazionale di hockey!
Per il viaggiatore che vi giunga dal mare, Lisbona, anche vista in lontananza, sorge come una bella visione di sogno, stagliata contro un cielo azzurro splendente che il sole allieta con il suo oro. E le cupole, i monumenti, gli antichi castelli appena al di sopra dell’insieme di edifici, sono come lontani araldi di quel luogo delizioso, di quella regione benedetta.
Fernando Pessoa da Lisbona, quello che il turista deve vedere (Passigli editore)
la risposta di David Foster Wallace ad una domanda su "romanzieri e politica" tratta dall'intervista che The Believer gli fece nel novembre del 2003 (QUI l'originale). Sul sito railibro, da cui l'ho presa, la versione italiana in tre parti [1 - 2 - 3 ]
- la domanda
Hai coperto John McCain per le elezioni del 2000, e quel pezzo così fresco onesto e senza fronzoli è diventato praticamente un book-on-demand. Continui a occuparti di politica? E se sì, stai progettando di scrivere ancora di politica? E hai qualche commento da fare sul fatto che, a quanto pare, ci siano pochi giovani scrittori disposti a commentare direttamente la realtà politica? Secondo te i romanzieri dovrebbero esprimere la loro opinione su affari nazionali, politica e guerre presenti e future?
- la risposta di David Foster Wallace
La ragione per cui scrivere di politica al momento è così difficile è probabilmente la stessa per cui la maggior parte dei giovani (ne faccio ancora parte?) scrittori dovrebbero farlo a maggior ragione. Alla data del 2003, è un'impresa disperata. Il 95% del commento politico, sia orale che scritto, è al momento inquinato dalle stesse politiche di cui dovrebbe trattare. Nel senso che è diventato ideologico e riduttivo. L'oratore/scrittore ha certe convinzioni e affiliazioni e procede a filtrare tutta la realtà e a valutare ogni sua informazione secondo le sue convinzioni e la lealtà che deve alle sue relazioni. Sono tutti scazzati, esasperati e irraggiungibili dagli argomenti della controparte. I punti di vista opposti non sono solo sbagliati ma condannabili, corrotti e malvagi. I pensatori conservatori sono più espliciti riguardo a questo modo di fare: Limbaygh, Hannity, quella persona terribile che è O'Reilly. Coulter, Kristol, ecc. Ma anche la sinistra si è lasciata infettare. Hai letto il nuovo libro di Al Franken? Alcune parti sono divertenti ma è totalmente velenoso (cioè, che reazione possono avere gli esperti sapientoni della destra agli assalti verbali di Franken se non ulteriore rabbia e altro veleno?). O guarda per esempio le ultime colonne di Lapham su Harper's, o gran parte della roba di The Nation o perfino Rolling Stone. Ormai è tutto come Zinn e Chomsky ma senza l'immenso corpo di dati seri con cui questi tizi più esperti supportano le loro filippiche. Non c'è più una discussione (o "dialogo") complessa, incasinata e comunitaria; il dibattito politico ormai è un problema solo formale di predicare per il proprio coro e demonizzare l'opposizione. Tutto viene reso o bianco o nero. Visto che la verità è molto ma molto più grigia e complicata di quanto possa cogliere una sola ideologia, questo atteggiamento è non solo stupido ma perfino stupefacente. Guardare O'Reilly contro Franken è come guardare uno sport violento. Come può tutto ciò essere d'aiuto a me, il cittadino medio, nel decidere a chi affidare il potere di scegliere la politica macroeconomica del mio paese, o nel decidere quali potrebbero essere secondo me i lineamenti di una buona politica, o come ridurre al minimo le possibilità che la Corea del Nord sganci bombe atomiche trascinandoci in una guerra straniera pazzesca, o come mediare fra le preoccupazioni di sicurezza nazionale e le libertà civili? Domande del genere sono profondamente complicate, e gran parte di ciò che è complicato non è sexy, e ben oltre il novanta percento dei commenti politici al momento incoraggia l'illusione, arrapante nella sua assenza di complessità, che un lato sia Giusto e Virtuoso e l'altro sia In Torto e Pericoloso. Il che ovviamente è una piacevole illusione, in un certo senso - così come lo è la convinzione che ogni singola persona con cui sei in conflitto sia un cazzone - ma è infantile e totalmente incapace di portarci verso un pensiero complesso, al do ut des, al compromesso o all'abilità degli adulti a funzionare come comunità.La mia convinzione personale, un po' da sognatore, forse, è che visto che chi scrive roba letteraria si suppone abbia un qualche interesse speciale nell'empatia, nel provare a immaginare com'è essere l'altro, gli scrittori potrebbero avere un ruolo utile in un dibattito politico come il nostro, con i problemi che presenta. Se ciò non dovesse funzionare, potremmo almeno aiutare l'elevazione di determinati giornalisti politici professionisti che sono (1) educati, (2) desiderosi di vagheggiare la possibilità che gente intelligente e ben intenzionata possa essere in disaccordo con loro e (3) capace di venire a patti col fatto che alcuni problemi vanno semplicemente oltre l'abilità di una singola ideologia di rappresentarli accuratamente.Implicita in questa breve, petulante risposta è l'idea che almeno una parte dello scrivere politico dovrebbe essere platonicamente disinteressata, dovrebbe elevarsi sopra lo scontro, eccetera; nel mio caso attuale ciò è impossibile (e perciò potrei essere accusato da un avversario ideologico di essere un'ipocrita). Facendo il pezzo sui McCain che hai citato, ho visto certe cose (o meglio: credo di aver visto certe cose) sul nostro attuale presidente, sul suo circolo ristretto e sulla loro campagna per le primarie, che hanno stimolato dentro di me reazioni che mi rendono impossibile elevarmi sopra lo scontro. Al momento sono un partigiano. Ancora peggio: sento una tale profonda e viscerale antipatia che non mi sembra di poter pensare parlare o scrivere in nessun modo con giustizia e sfumature a proposito dell'attuale governo. Dal punto di vista della scrittura, penso che questo stato interiore sia dannoso. È quando uno sente molto personalmente qualcosa che è più tentato di alzare la voce ("esternare" è il termine che usa in questo momento, carico di retorica com'è), ma in quel momento si rivela meno produttivo che mai - è pieno di scrittori e giornalisti che "esternano" e scrivono pezzi sull'oligarchia e il neofascismo e la mendacità e la deprimente vista corta implicita nelle definizioni di "sicurezza nazionale", "interesse nazionale" ecc., e molti pochi di questi scrittori mi sembrano produrre pezzi utili o potenti o veramente persuasivi rispetto a chi non condivide già le opinioni dell'autore. Il mio piano per i seguenti quattordici mesi è bussare a porte e riempire buste, forse perfino mettermi la giacca, provare ad aggregarmi con altre persone per formare una massa demograficamente significativa per provare veramente a fare esercizio di pazienza, educazione e immaginazione nei confronti che coloro con i quali mi trovo in disaccordo. E anche usare più spesso il filo interdentale.
- il futuro della carta stampata nella "un'email collettiva" di Dave Eggers proposta da Luisa Carrada
- la corrente vorticista... secondo matisse
- srivere a quatro mani secondo Leonardo Gori e Diver Nelli nella cronaca di Sergio Calamandrei
autore: Jan Vermeer
titolo: La lettrice (Ragazza che legge una lettera presso la finestra)
anno: 1657 circa
tecnica: olio su tela
dimensioni: 83 x 64,5 cm
proprietà: Gemaldegalerie di Dresda
Le sirene si spiegano lungo il Corso della Mitologia. Mutua. Da medico condotto curato, aspetto rassegnato. Il parroco malato. Da medico, condotto curato: aspetto rassegnato.
Shatir Malik (Elena Danielli)
da Povero Pinocchio (giochi linguistici degli studenti al Corso di Comunicazione, a cura di Umberto Eco - Comix editore)
Web, gli utenti "consumano" l'arte: le sezioni più trafficate sono quelle su pittura, scultura e fotografia
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE Alessandra FarkasNEW YORK – Chi ha mai detto che il pubblico non vuole più arte e cultura? La 55enne Tina Brown, leggendaria ex-direttrice dei prestigiosi New Yorker e Vanity Fair è disposta a scommettere il contrario. Il prossimo 1 giugno il suo influente sito web www.thedailybeast.com - oltre 2 milioni e mezzo di visitatori unici in soli 7 sette mesi di vita –Leggi ancora...
Madre di agoni aureocinti, Olimpia,
maestra di verità ove profeti
chini du vittime ardenti congetturano
se Zeus folgoratore
fausto messaggio ha in serbo per uomini
protesi in cuore
a carpire il trionfo
che ritempra dalle fatiche!
E in premio di devozione s'inverano le suppliche.
Ma ora, di Pisa alberato recinto lungo l'Alfeo,
accogli questo corteo ornato di serti.
Gran cosa è sempre la gloria
per chi riceva il tuo fulgido premio.
Fortune diverse toccano all'uno,
all'altro, e varie le vie del successo
col favore degli dèi.
Pindaro da Olimpica VIII in Olimpiche (a cura di Franco Ferrari - Bur editore)