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venerdì, luglio 04, 2008
amici, oggi pomeriggio estrazione dell' ultimo dente del giudizio. Non voglio fare del melodramma ma forse è meglio darvi appuntamento direttamente a lunedì.
trilussa
Uno sbajo
Senteme questa se nun è carina
Checco er portiere, ch'era condannato
a sette mesi per avè rubbato,
pensò de fa' un'istanza a la Reggina.
Doppo tre o quattro giorni, una matina
j'ariva un anveloppe* siggillato:
l'apre, lo legge... e sai che cià trovato
scritto drento a la lettera?... Indovina!
O sia che c'è 'no sbajo ner cognome,
o sia che pe' risponne troppo presto
j'hanno fatto un impiccio, o nun so come,
er fatto sta che er povero portiere
invece de la grazzia che j'ha chiesto,
è stato nominato cavajere!
Carlo Alberto Salustri, Trilussa
da Poesie scelte (Oscar Mondadori)
*una busta
giovedì, luglio 03, 2008
il libro
Anonima assassini 2. I delitti di Orme gialle (Edizioni Tagete, € 10,00 - 144 p.)
E' la raccolta dei racconti gialli premiati a "Orme Gialle 2007".
Tra i racconti è presente quello dell'amico Sergio Calamandrei intitolato Dante e Beatrice, 18 vite spezzate.
- su ibs.it
- su webster.it

mercoledì, luglio 02, 2008
ipse dixit
Mentre scrivevo L'isola dell'Angelo caduto mi sono ritrovato con un dubbio: cosa sto facendo? Sono o no uno scrittore noir? E questo libro è un giallo? Un romanzo storico? Andando avanti, mi rendevo conto sempre di più che le tecniche, la grammatica del giallo classico avrebbero richiesto un altro passo narrativo. Se avessi scelto di aderire alla definizione avrei dovuto scartare idee e immagini che mi piacevano molto. Mi sono detto: anche se rompo con la tradizione, il romanzo regge lo stesso. Perchè la responsabilità dello scrittore è solo nei confronti della sua storia, non del genere. E questo dimostra che quello sul giallo è un falso dibattito: io scrivo in un certo modo perchè sono un giallista, e non viceversa. Per questo non ha senso parlare di gabbie ben definite. Se mentre vado avanti con la storia mi accorgo che l'omicidio, da centrale che era, diventa un pretesto e inizio invece a parlarti del diavolo, cambia qualcosa? E, soprattutto, a chi scrive e a chi legge interessa veramente la mia adesione ad un modello, o interessa la mia storia?
Carlo Lucarelli
in occasione della pubblicazione del libro nella Biblioteca di Repubblica (24/6/2008)
martedì, luglio 01, 2008
il brano
Alejandro Jodorowsky da Cabaret mistico (Feltrinelli editore)
Dalle torri del suo castello, un re vede arrivare un cavaliere. Questi cavalca un destriero e, tutto contento, tiene in braccio un drago. Il re gli urla: “Cretino, la tua missione era uccidere il drago e portare qui la fanciulla!”.
Che cosa rappresentano, secondo la psicoanalisi, il drago e la fanciulla? Lei, vergine e pura, è il simbolo dell’anima, la parte più sacra che abbiamo dentro di noi. Il drago è la parte tenebrosa, il nostro abisso ignoto, l’inconscio che ci fa paura. San Giorgio affonda la lancia nel ventre della bestia così come la mente razionale, desiderando realizzarsi, penetra nella notte oscura dell’inconscio per liberare la stella che nasconde nel centro di sé. E allora noi saremmo di volta in volta Cavaliere, Fanciulla, Drago e Re. Il Re (la nostra volontà) dice: “Basta! Devi lavorare su te stesso! Domina il drago!”. Allora il Cavaliere (il nostro intelletto) si mette in moto, comincia la sua introspezione, brandisce la lancia – il potere di concentrazione – e affronta il Drago (l’energia ancestrale): lo trafigge e così facendo riconosce con un certo distacco, senza rifiutarle, le pulsioni cannibalistiche, narcisiste, incestuose, bisessuali, sadomasochiste e così via. Uccidere il Drago non significa eliminarlo, bensì sublimare le pulsioni incanalandole verso la luce, la fede, l’amore per la vita, la realizzazione spirituale. Se il Cavaliere libera la Fanciulla, nella mente sconfigge il dialogo interiore arrivando al silenzio. Lasciato da parte ogni rancore, impara a perdonare e amare senza pretendere niente in cambio, e ottiene la serenità. Nel suo centro sessuale riesce a liberare il desiderio verso l’oggetto per assorbire tale energia dentro di sé, fino a giungere a una costante soddisfazione creativa, mentre nel suo corpo e nelle sue opere traspare la gratitudine verso il Creatore... Se al contrario annienta la propria Anima e libera il Drago, il Re viene divorato e il castello distrutto. Il Cavaliere sarà costretto a vagare nella città in rovina portando in braccio la bestia, alimentandola con idee false, sentimenti falsi, desideri falsi, azioni false: cose che sembrano, ma non sono.
lunedì, giugno 30, 2008
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Linus: Sai cos'è "La legge di natura"? E' quel che manda avanti il mondo... almeno così dicono... e sai chi crede nella legge di natura?
Snoopy: Quelli che non vengono mangiati!
domenica, giugno 29, 2008
la pinacoteca impossibile
Chagall
autore: Marc Chagall
titolo: Il poeta sdraiato
anno: 1915
tecnica: olio su cartone
dimensioni: 77x77,5 cm
proprietà: Tate Modern, Londra
sabato, giugno 28, 2008
venerdì, giugno 27, 2008
Reg Smythe ed il suo ANDY CAPP
Andy è comodamente sdraiato sul divano
Andy: Flo mi ha chiesto si tagliare l'erba, oggi. Sono le tre e lei tornerà per la cinque. Questo significa che ho due ore per trovare una scusa.
giovedì, giugno 26, 2008
calvino
Usnelli, sul canotto, era tutt'occhi. Capiva che quel che ora la vita dava a lui era qualcosa che non a tutti è dato di fissare a occhi aperti, come il cuore più abbagliante del sole. E nel cuore di questo sole era silenzio. Tutto quello che era lì in quel momento non poteva essere tradotto in nient'altro, forse nemmeno in un ricordo.
Italo Calvino
da L'avventura di un poeta in Gli amori difficili
mercoledì, giugno 25, 2008
il brano
Jerome K. Jerome da I pensieri oziosi di un ozioso (SuperBur classici)
Non so perchè, ma è innegabile che un uomo non è mai così supremamente ridicolo come quando perde il cappello. La sensazione di sconsolata infelicità che vi corre giù per la schiena quandoa un tratto v'accorgete di aver la testa nuda, si può enumerare tra le più amare sofferenze che toccano in eredità alla Carne. Improvvisate, lì per lì, una caccia priva di regolamenti, per riconquistare il vostro copricapo, accompagnato da un cagnolino eccitabile, convinto che si tratti d'un giuco, e nel corso dell'inseguimento potete star certi che travolgerete tre o quattro bimbi innocenti (per non parlare delle loro madri), scaraventerete un vecchio gentiluomo grasso sopra una carrozzella per bambini, e lancerete come una palla di cannone un intero collegio femminile nelle braccia di uno spazzacamino bagnato. Dopo di che la cretinissima ilarità degli astanti e l'aspetto disastroso del cappello, quando l'avrete recuperato, vi parranno una bazzecola.
martedì, giugno 24, 2008
il post di Flaiano
A tavola eravamo in otto, compresi il Presidente e sua moglie... Il maggiordomo recò un enorme vassoio... c'era di tutto... e tra quei frutti, delle pere molto grandi.
Luigi Einaudi guardò un pò sorpreso tanta botanica, poi sospirò "Io disse - prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c'è nessuno che vuole dividerne una con me?...". Non ebbi più occasione di vederlo, qualche anno dopo saliva alla presidenza un altro e il resto è noto. Cominciava per l'Italia la repubblica delle pere indivise.
Ennio Flaiano
da un pannello della mostra "L'eredità di Luigi Einaudi - La nascita dell'Italia repubblicana e la costruzione dell'Europa" (Palazzo del Quirinale 13 maggio-6 luglio 2008). Citazione presa da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera del 18 agosto 1970
lunedì, giugno 23, 2008
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Lucy: Ho esaminato la mia vita e l'ho trovata priva di difetti... perciò farò una cerimonia e mi consegnerò una medaglia... poi farò un commovente discorso d'accettazione... dopo di che mi congratulerò con me stessa... quando uno è perfetto deve fare tutto da sè!
venerdì, giugno 20, 2008
a lunedì, buon fine settimana.
Quino e la sua Mafalda
Mafalda: La Norvegia. Nessuno ne parla. Tutti parlano di paesi dove ci sono bombe, scioperi, assalti, cannonate, massacri, razzismo, rivoluzioni... ma della Norvegia nemmeno una parola! Si vede che la violenza ha un indice di gradimento più alto del baccalà!
giovedì, giugno 19, 2008
cinque righe
Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli starnuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don.
Mario Rigoni Stern
da Il sergente nella neve - Einaudi editore
mercoledì, giugno 18, 2008
l'incipit
Carlo Emilo Gadda
Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
Tutti oramai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perchè, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi. Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un pò tozzo, di capelli neri e folti e cresputi che gli venivan fuori dalla metà della fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sole d'Italia, aveva un'aria un pò assonnata, un'andatura greve e dinoccolata, un fare un pò tonto come di persona che combatte con una laboriosa digestione: vestito come il magro onorario statale gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d'olio sul bavero, quasi impercettibili però, quasi un ricordo della collina molisana. Una certa praticaccia del mondo, del nostro mondo detto "latino", benchè giovine (trentacinquenne), doveva di certo avercela: una certa conoscenza degli uomini: e anche delle donne. La sua padrona di casa lo venerava, a non dire adorava: in ragione di e nonostante quell'arruffio strano d'ogni trillo e d'ogni busta gialla imprevista, e di chiamate notturne e d'ore senza pace, che formavano il tormentato contesto del di lui tempo. "Non ha orario, non ha orario! Ieri mi è tornato che faceva giorno!". Era, per lei, lo "statale distintissimo" lungamente sognato, preceduto da cinque A sulla inserzione del Messaggero, evocato, pompato fuori dall'assortimento infinito degli statali con quell'esca della "bella assolata affittasi" e non ostante la perentoria intimazione in chiusura: "Escluse donne": che nel gergo delle inserzioni del Messeggero offre, com'è noto, una duplice possibilità d'interpretazione. E poi era riuscito a far chiudere un occhio alla questura su quella ridicola storia dell'ammenda... sì, della multa per la mancata richiesta della licenza di locazione... che se la dividevano a metà, la multa, tra governatorato e questura.
martedì, giugno 17, 2008
un pò di emily
Sillabe di seta e scarpa snella
sfoggia l'ape traditrice,
ai potenti in carica
offre sempre i suoi servigi
Corteggia a caso
promette fede
durevole come la brezza
annuncia nozze perpetue
perpetuamente divorzia.
Emily Dickinson
lunedì, giugno 16, 2008
Charles M. Schulz ed i suoi Peanuts
Charlie Brown: A volte mi stupisci veramente... non ho mai conosciuto nessuno che fosse così coerentemente bisbetico! Come lo spieghi?
Lucy: Mai cambiar gioco quando si vince!
domenica, giugno 15, 2008
buzzati
Consiglio prezioso
Per rendervi accetti al prossimo e avere successo, parlate male di voi stessi, riconoscendo di avere difetti, vizi e dolorose malattie: fate cioè l'opposto di quanto fanno in genere tutti. Vi accorgerete subito di diffondere intorno un'atmosfera di benessere e soddisfazione. Quale compiacimento, per gli altri, apprendere i vostri insuccessi, delusioni, licenziamenti, scacchi amorosi e cedimenti fisici. Vi vorranno infinitamente più bene. Attenti però a non esagerare perchè se si accorgono che è tutta una commedia e che i vostri mali sono inventati si offenderanno mortalmente.
Dino Buzzati
da Siamo spiacenti di (Oscar Mondadori)
sabato, giugno 14, 2008
venerdì, giugno 13, 2008
Quino e la sua Mafalda
Mafalda: Sogni spesso tu, Manolito?
Manolito: Si, anzi proprio stanotte ne ho fatto uno. Ho sognato che ero nella drogheria di papà e vedevo che tutti i prezzi salivano, salivano... salivano...
Mafalda: e poi?
Manolito: Poi basta!
Mafalda: Potresti trovare delle sceneggiature un pò più originali, per i tuoi sogni.
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